Renato Mazzoncini, che ha guidato FS dal dicembre 2015 al luglio 2018 interviene a tutto campo con una intervista molto interessante rilasciata oggi sulle pagine del Corriere della Sera.

In essa si parla soprattutto di nuove linee, con indicazioni chiare e precise. Secondo Mazzoncini «Abbiamo la fortuna enorme di trovarci su una delle principali direttrici europee e questo può generare per Brescia uno sviluppo incredibile. Per Brescia, che ha un sistema industriale straordinario la logistica è vitale per competere contro la grande industria del sud della Germania. Inoltre la linea attuale è prossima al livello di saturazione: 146 treni al giorno quando ne possono passare al massimo 200».

Alla luce di questo per Mazzoncini il tratto Brescia-Verona si farà ma come tracciato nuovo, visto che potenziare la tratta storica «è fattibile ma semplicemente non conviene perché dal punto di vista del potenziale del corridoio europeo è meglio seguire il tracciato definito, che è già contrattualizzato».

Inevitabile finire poi a parlare di Torino - Lione. Per Mazzoncini «I dati dell’analisi costi-benefici di Ponti non stanno assolutamente in piedi. Verso la Francia e la Spagna abbiamo quasi 200 miliardi di scambi commerciali con un saldo attivo della bilancia di quasi 40 miliardi e quindi è del tutto evidente che il completamento di questo corridoio non è un semplice buco nella montagna».

L'ex AD di FS chiarisce poi un punto che molti sembrano ignorare e che anche sulle nostre pagine abbiamo più volte evidenziato. «Se non facciamo la Torino-Lione si prospetta la Lione- Budapest sopra le Alpi, che taglierà completamente fuori la pianura padana dagli scambi europei. Vi lascio immaginare le conseguenze per Brescia e la Lombardia.
Poi quel tratto, di cui si sono già realizzati 26 km, è funzionale a tutto il resto del tracciato, da Lisbona fino all’Est Europa.

Si sta realizzando il traforo del Brennero che ha dimensioni simili e mi chiedo perché lì non ci sia alcuna contrarietà. L’Europa vuole che si sposti il 30% delle merci su ferro entro il 2030. Nell’analisi costi benefici di Ponti si dice che questo obiettivo verrà raggiunto facendo la media con gli altri collegamenti virtuosi (la Svizzera ad esempio sposta su ferro il 75% delle merci). È come dire: evitiamo di bonificare Brescia, visto che stanno già bonificando Bergamo, la media lombarda dei territori risanati crescerà comunque».

L'intervista completa è disponibile cliccando qui

Orario invernale Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia