La mancata realizzazione della TAV Torino- Lione, potrebbe avere le prime spiacevoli conseguenze.

Così come a causa della Brexit, molte importanti società hanno già lasciato o minacciano di lasciare il Regno Unito, allo stesso modo la mancata realizzazione della TAV potrebbe spingere alcune aziende a lasciare l’Italia, per paesi meglio serviti dalle linee ferroviarie.

È il caso della Ambrogio Trasporti che con 400 dipendenti – 200 dei quali in Italia - e 75 milioni di fatturato, è una delle aziende di trasporto intermodale leader in Italia. Il titolare, Livio Ambrogio, ha minacciato di chiudere la sua azienda di Gallarate e trasferirsi all’estero se non andranno avanti i lavori della TAV.

Dice Ambrogio alle telecamere di Tagadà su La 7: “I risultati per Torino sarebbero deleteri e saremmo costretti a chiudere e a liquidare un centinaio di posti di lavoro fra diretti e sotto contratto”.

Alla domanda se l’azienda intende spostarsi all’estero, il titolare della Ambrogio Trasporti risponde: “Certo. In parte è già avvenuto. Ora siamo presenti in Francia con due terminal, in Germania abbiamo uno scalo, e anche in Belgio abbiamo un importante scalo. Il lavoro cresce fortemente anche non passando dall’Italia”.   

Negli ultimi anni, l’azienda ha investito tra i 6 e i 7 milioni di euro, ma dal 4 marzo ha bloccato tutto in attesa di conoscere il destino della TAV. Conclude Ambrogio: “Ho sospeso qualsiasi investimento in Italia. Non posso fidarmi di un Governo che ha disdetto e rinnegato contratti internazionali fatti, accordi confermati da leggi passate in Parlamento in Italia e in Francia; e questi arrivano e dicono no ripensiamo tutto. È una cosa che non ho mai visto in vita mia".

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