Germania e Francia non hanno accettato di buon grado il fallimento della recente fusione tra Siemens e Alstom e premono per “adeguare” le regole antitrust europee ed evitare il ripetersi di casi simili.

 

“Le regole sono superate, come abbiamo visto nel fallimento della fusione Siemens-Alstom” ha detto il ministro francese dell’Economia e delle Finanze, Bruno Le Maire a Berlino. La vera sfida si gioca sul piano della concorrenza con il resto del mondo, non tra paesi europei.

Proprio questo è il concetto centrale del "Manifesto franco-tedesco di politica industriale europea" presentato ieri a Berlino dai due ministri dell’Economia d’oltralpe: il francese Le Maire appunto e il tedesco Peter Altmaier.

Un progetto ambizioso per quella che Berlino e Parigi immaginano come la nuova architetture industriale dell'Unione.

“Le regole della concorrenza sono fondamentali – si legge nel documento – ma le regole esistenti devono essere riviste in modo da rendere possibile alle imprese europee di competere sulla scena mondiale”. Oggi “tra le 40 maggiori imprese del mondo solo 5 sono europee” si legge ancora.

Il documento contiene quindi una serie di proposte di revisione dell’antitrust, tra cui aggiornare le linee guida sulle fusioni per tenere presente la competizione su scala globale, prendere in maggiore considerazione il controllo degli Stati nelle fusioni e modificare il diritto di ricorso.

L’ambizione di politica industriale è quella di riportare l’Europa al centro della scena globale, o almeno contrastare la sua marginalizzazione progressiva.

“Crediamo che l’Europa in futuro debba essere un global player” ha detto Altmaier, a cui ha fatto eco Le Maire: “L’Europa deve rimanere un grande continente industriale” e potrà farlo “se saremo capaci di mettere insieme le nostre risorse e proteggerle”.

Oltre alla riforma delle regole della concorrenza, infatti i punti chiave del documento prevedono un investimento massiccio nell’innovazione e una maggiore attenzione alla protezione delle tecnologie chiave dell’industria europea.

“La questione che ci si pone è se vogliamo essere sovrani o no” soprattutto in merito alle tecnologie chiave ora in mano ai competitor asiatici – Cina o Corea del Nord tra tutti – come accade nell’industria automobilistica, ha detto il ministro francese.

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