Il Porto di Trieste continua ad aumentare il numero di treni: sia a livello di container, che di rinfuse solide.

Nel semestre appena trascorso i treni movimentati sono stati 5.171, con un netto +7,37% rispetto al 2018; il merito va soprattutto al punto franco nuovo, con oltre quattromila treni (4.007), con un +6,68%. Il terminal container ha movimentato 1.944 treni (+24,38%), il Molo V altri 1.204 (+17,23%) e infine il porto industriale 1.164 treni (+9,81%).

“Ci occupiamo al 90% di un bacino di mercato che lavora per l’Europa, quella centrale, dell’Est e del Nord, quindi impieghiamo molto i collegamenti ferroviari, esattamente l’opposto di ciò che avviene nel resto d’Italia e d’Europa, perché i nostri mercati di riferimento possono essere lontani anche un migliaio di chilometri”, spiega Zeno D’Agostino, leader dell’Authority a Fortune Italia.

“Nel settore dei container, collegato a tutto il traffico intercontinentale con il Far-East, ben il 55% di ciò che sbarca o si imbarca a Trieste usa la ferrovia. Un indicatore in continua crescita – conclude – che già oggi supera la quota del 50% posta dalla UE come obiettivo di trasferimento modale del traffico europeo di merci per il 2050″.

A fronte dell’aumento dei convogli, diminuiscono tuttavia le merci movimentate, con un -1,44% e 30.721.066 tonnellate, seguite dalle rinfuse liquide, 21.102.476 tonnellate (-1,87%) e le merci varie (-2,98%). Il comparto Ro-Ro, con le navi-traghetto, è da tempo in difficoltà a causa della crisi turca, con una flessione piuttosto forte, intorno al -28%, con 111.987 unità transitate.

Orario invernale Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia