A fine giugno una cerimonia ufficiale, presenti le più alte autorità politiche del Kosovo, aveva salutato l’avvio del progetto di rinnovamento ferroviario, uno dei maggiori investimenti infrastrutturali della regione balcanica.

Ora, dopo alcune settimane dedicate a verifiche e studi preliminari, il cantiere GCF può dirsi pienamente operativo. In due anni consegnerà al Kosovo una linea ferroviaria interamente ricostruita e davvero “europea”.

Il contratto, firmato a febbraio, riguarda la ricostruzione della linea Fushë Kosovë - Hani i Elezit, la tratta kosovara della Rail Route 10 che dalla capitale Pristina si dirige a sud raggiungendo il confine con la Macedonia. Si tratta del primo dei tre segmenti in cui è stato suddiviso, con altrettante fasi operative, l’ambizioso progetto di rinnovamento integrale dell’arteria ferroviaria centrale del Paese, un binario unico di 148 chilometri che, lungo l’asse Belgrado- Skopje, attraversa l’intero Paese da Leshak, presso la frontiera con la Serbia, ad Hani i Elezit sul confine con la ex Repubblica iugoslava di Macedonia.

La tratta in lavorazione è lunga circa 67 chilometri (il 45% dell’intera linea) e dovrà essere sostanzialmente ricostruita e predisposta per le successive fasi che, con ulteriori gare, provvederanno all'elettrificazione, al segnalamento e alle telecomunicazioni. Per quanto riguarda l’armamento ferroviario l’importo dell’appalto assegnato a GCF da Infrakos (Kosovo Railways Infrastructure: gestore delle ferrovie) è di circa 78 milioni di euro.

“Si tratta di un cantiere particolarmente complesso - spiega Roberto Accinelli, Project Manager GCF - che annovera sia opere tipiche del rinnovamento ferroviario, come la sostituzione di rotaie, traversine e ballast, sia interventi ed opere civili che, lungo l’intera tratta, riguardano sottopassi, gallerie, ponti, stazioni”.

Nelle scorse settimane, mentre si avviavano le verifiche preliminari di carattere topografico, e si provvedeva alla stesura dei piani operativi e alla formazione sul campo del personale in gran parte reclutato in loco, GCF ha fatto confluire nel cantiere principale, nei pressi della Capitale, un consistente parco macchine. Un lungo serpentone giallo che ha attraversato i Balcani da Trieste a Pristina portando in loco locomotori, carri e macchine ad alta efficienza tra cui rincalzatrici, profilatrici, stabilizzatrici, così come l’intero, copioso ventaglio di macchine destinato alle opere civili: escavatori, rulli, autocarri, mezzi strada-rotaia.

L’attuale linea, a binario unico e risalente a fine800, dovrà sostanzialmente essere ricostruita e resa conforme agli standard europei consentendo di portare la velocità a 120 km/h, di potenziare il flusso delle merci con treni più potenti, pesanti e veloci, di rendere più confortevole il traffico passeggeri. In una parola – come sottolineato da politici e autorità kosovare nella cerimonia ufficiale di avvio lavori – dovrà essere all'altezza del compito che le è assegnato: connettere la regione del Kosovo alla rete europea ed internazionale, contribuendo allo sviluppo dell’intera economia nazionale e dell’area dei Balcani.

“In particolare – spiega il direttore dei lavori – per la parte civile si dovrà intervenire su un lungo elenco di opere esistenti ma inadeguate, provvedendo a rinnovarle o – in molti casi – a ricostruirle adeguandole a parametri moderni e criteri di efficienza”.

Considerevole, in effetti, l'inventario delle opere che, lungo la linea ferroviaria kosovara, attendono il restauro da parte di GCF. Si tratta di 14 ponti a struttura in calcestruzzo armato da ricostruire, 14 ponti in ferro da rinforzare, 6 ulteriori ponti da riparare con interventi minori; 6 gallerie da allargare e consolidare, 1 tunnel da ricostruire, 36 passaggi a livello, su sterrato o su asfalto, da sostituire per una lunghezza complessiva di circa 10 chilometri di nuove pavimentazioni stradali. Misure di protezione permanente prevedono la costruzione di circa 14 km di muri di contenimento, e di circa 3,2 km di gabbione a parete, su entrambi i lati del tracciato ferroviario. Consistenti, anche, le opere di drenaggio che riguarderanno tubazioni sotterranee, una trentina di canali, un’ottantina di tombini scatolari. E per finire 8 stazioni ferroviarie sono da ammodernare, così come le piattaforme delle stazioni stesse e di ulteriori 5 fermate.

Per quanto riguarda il tracciato ferroviario il rinnovamento riguarderà l’intera lunghezza di 66,83 km del binario principale, oltre a 12,76 chilometri di binari secondari, per una lunghezza complessiva di ferrovia da rinnovare di 79,58 km. Si inizierà dal rifacimento del rilevato, in modo da adeguarlo agli standard europei e renderlo idoneo a sopportare un traffico più consistente, per proseguire con la ricostruzione della massicciata in ballast e provvedere infine all'armamento con l’impiego di rotaie di tipo 60E1 e traverse in calcestruzzo B70.

Il cantiere di rinnovamento ferroviario seguirà il tracciato attuale e, progredendo da Fushë Kosovë, nelle previsioni raggiungerà Hani i Elezit in 24 mesi. In questo modo la linea ferroviaria che collega la capitale alla Macedonia e che, verso nord, la connette ai Paesi Europei, sarà conforme ai parametri europei di sicurezza ed efficienza ed integrata nella rete internazionale.

Il finanziamento del progetto è assicurato dal Governo tramite un prestito della Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), e attraverso fondi ISPA.

"Questo progetto ha un impatto positivo non solo per l'economia del paese, ma anche per tutta la regione", ha sottolineato ai giornalisti Agron Thaci, Chief Executive InfraKos.

L’avvio dei lavori sulla rete ferroviaria Kosovara costituirà in effetti un efficace volano di sviluppo, anche nell'immediato, per le imprese locali e per l’occupazione, grazie alle significative opportunità che GCF potrà offrire agli operatori locali con i contratti di approvvigionamento di materiali, attrezzature, prestazioni d’opera. Allo stesso modo il progetto di rinnovamento ferroviario creerà occasione di lavoro per decine di kosovari che saranno assunti, formati ed inseriti nelle squadre miste e nei cantieri GCF.

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