Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! La rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP - InRail

In un mercato difficile e competitivo come quello della logistica ferroviaria in Italia, i dieci anni dell'azienda InRail devono essere festeggiati doverosamente. 

L'azienda friulana li ha brindati non solo con una locomotiva dalla livrea speciale, ma anche con l'inaugurazione di una nuova officina manutenzione rotabili a Udine.

Un investimento complessivo da 3,5 milioni di euro, completamente versati da InRail, che permetterà al parco macchine essere seguito a livello di manutenzione con cura particolare

L'azienda si sta espandendo non solo in Italia, ma punta anche alla vicina Slovenia: InRail ha infatti conquistato la nuova certificazione sulla rete ferroviaria slovena, che permetterà le permetterà di operare in autonomia in oltre confine.

È bello vedere come la liberalizzazione del trasporto merci in Europa abbia prodotto tante piccole eccellenze. Un bel segnale per il trasporto su rotaia che troppe volte in Italia è stato messo in serio pericolo dal predominio della gomma. 

Questa "controtendenza" ci piace, eccome. Top!

FLOP - Writers

Non è il primo flop che si beccano questi signori, ma non possiamo non ribadirlo. Anzi: il flop va a loro ma anche a chi considera i graffiti sui treni arte e non danneggiamento.

Nella fattispecie un'indagine della Procura di Bologna ha portato a nove tra arresti e denunce ad alcuni writers che avevano devastato diversi treni nel 2018.

I writers erano dei "graffitari seriali": la Polizia ha sequestrato oltre 500 bombolette spray di vernice (!!), materiale ed indumenti in dotazione a personale ferroviario oltre a numerosi album fotografici che ritraevano, a partire dal 2012, tutta una serie di azioni di una delle più note bande bolognesi operanti sull’intero territorio nazionale.

Per non farsi mancare niente, alcuni di loro, sono stati trovati in possesso di droga. Non facciamo i moralisti, ma cinquecento bombolette e un qualche centinaio di treni imbrattati ci sembrano due ottimi motivi per avere guai con la giustizia. Flop per loro e per chi li difende dimenticando che il conto lasciato lo paghiamo tutti noi. Economicamente e con meno treni a disposizione.

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