L'invio a demolizione di una macchina come questa, carica di storia e di fascino, non può essere raccontato solo con una notizia, merita un reportage.

Questo anche perché durante il tragitto sono stati in tanti a immortalare l'ultimo viaggio di una delle cinque unità prototipo del primo Gruppo di "velociste" dopo le E.444 "Tartaruga" delle Ferrovie dello Stato.

Come ben sanno i lettori di Ferrovie.Info, il trasferimento è iniziato due notti fa da Venezia Mestre da dove la macchina ha mosso alla volta di Savona dopo alcune soste lungo il tragitto tra le quali anche una a Milano Smistamento.

L'arrivo del treno con la prototipo in composizione è avvenuto ieri notte ma a differenza di altre volte, in questa circostanza la macchina non ha dovuto attendere prima di percorrere gli ultimi chilometri della sua esistenza.

Nella mattinata di oggi, infatti, ha percorso il tragitto da Savona a San Giuseppe di Cairo per entrare poi presso la Vico Srl, ditta specializzata tra l'altro anche nella demolizione di rotabili ferroviari.

Come ovvio che accadesse, il corredo fotografico è di tutto rispetto e merita di essere pubblicato quasi integralmente.

Per l'apertura partiamo con una fotografia di Luca Faggi che ci mostra l'invio già documentato ieri ma con un primo piano della E.402.003. La foto, insieme al successivo video, è stata scattata a Locate Triulzi e permette di osservare lo stato del prototipo, ormai ridotto allo scheletro della possente e veloce locomotiva che era un tempo.

Anche la verniciatura è inevitabilmente parecchio giù di tono mentre sul sottocassa si possono vedere botole aperte probabilmente per recupero di pezzi prima dell'invio a demolizione.

Gli scatti successivi, di Iacopo Grappiolo, invece, ci mostrano il triste ultimo viaggio di oggi. Dapprima la macchina che è giunta con la E.402B.107 in testa e due vetture Thellò per massa frenata in coda viene liberata di queste ultime.

Successivamente viene presa in consegna dal locomotore da manovra della ditta che mestamente lo "aiuta" nel percorrere quelli che sono realmente gli ultimi metri della sua esistenza, trascinandolo dentro allo stabilimento dove sarà smantellato.

L'esistenza della E.402.003 termina dunque dopo 32 anni, molti dei quali trascorsi effettuando un onorato servizio. Con la demolizione di questa macchina, peraltro, si conclude anche la storia delle E.402 prototipo, visto che le altre unità sono tutte già state demolite negli anni precedenti.

A tramandarne il ricordo resterà, per fortuna, la E.402.005 preservata da Fondazione FS Italiane

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