Si rischia di diventare monotoni, ma essendo una evidenza della ferrovia che cambia, continuiamo a darvene conto.

Anche nella giornata di ieri ci sono stati trasferimenti importanti dai siti di accantonamento a quelli di demolizione. Per darvene conto iniziamo da quelli che erano attesi.

Hanno infatti mosso da Alessandria a San Giuseppe di Cairo la E.646.114 (Breda, 1964), la E.646.122 (OM-CGE, 1964), la E.646.141 (Savigliano, 1964), la E.646.152 (Breda, 1964) e la E.646.185 (Savigliano, 1965) in compagnia della D.445.1093 (Omeca, 1986) e della D.445.1131 (Casertane, 1987).

Come ricorderete, queste macchine sono state recentemente mosse da Firenze Osmannoro, visto che hanno percorso il loro penultimo viaggio solo lo scorso 18 ottobre (Ferrovie: più di 20 mezzi inviati alla demolizione in 4 giorni).

Di altro tenore è invece l'invio che si è tenuto stanotte tra Milano Greco Pirelli e ancora una volta San Giuseppe di Cairo. A partire sono state due Tartaruga, che vanno ad aggiungersi alle due inviate qualche giorno fa da Foligno a Bari Lamasinata (Ferrovie: non solo E.444R, si tagliano anche le ALe 582).

In questo caso, le macchine avviate alla riduzione volumetrica sono state le E.444R.026 e .063. Nel primo caso si tratta di una Sofer-Ocren del 1971 riqualificata nel 1992 mentre nel secondo di una Casaralta-Asgen del 1974 riqualificata nel 1995.

Foto in alto di repertorio di Emanuele Brighella

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