Ci son luoghi comuni difficili da sfatare. I film più belli li danno sempre e solo la notte, Gianni Morandi non invecchia mai, ecc...

Uno che ci riguarda da vicino di questi è che i treni, siano essi passeggeri o merci, sono sempre lunghissimi e pesanti, quindi composti da molte carrozze o da molti carri. Chi vive tutti i giorni la ferrovia, saperò che le cose non stanno sempre così e che i treni corti se non sono l'eccezione sono però meno rari di quanto si possa pensare.

Ovviamente più i convogli sono prestigiosi e meno è possibile che siano corti, anche se non sono mancate, soprattutto in passato, importanti eccezioni. Oggi, se escludiamo ovviamente automotrici ed elettrotreni regionali, è ancora possibile vedere composizioni ridottissime.

La foto di apertura di Ludovico Giudice è un classico dei giorni nostri e vede una sezione di un Intercity Giorno in Sicilia composta da sole tre vetture. Un treno "da plastico" lo definirebbero gli appassionati, facile da fotografare e da riprodurre oltre che molto caratteristico.

Composizione ancora più ridotta per il Regionale in alto. In questo caso la foto di Luca Faggi immortala la E.464.244 che spinge due vetture Vivalto delle quali una Pilota.

Un compito certamente non difficile per questa locomotiva, che è impiegata per un servizio che poteva essere svolto molto più semplicemente con un'automotrice.

Se pensavate di aver visto tutto vi mancava però la foto seguente, opera di Lorenzo Pallotta.

In un periodo di interregno tra le ALe 801 e i futuri Minuetto prima e Jazz dopo, sulla linea tra Orte e Viterbo ha girato per mesi questa improbabile composizione con una E.464 e una sola carrozza Pilota Due Piani Casaralta.

Una scena davvero inconsueta da vedere sui nostri binari.

Se questi sono alcuni esempi di mini treni passeggeri in servizio regolare, non mancano anche i convogli merci cortissimi che in qualche modo stridono ancora di più.

Fa strano, infatti, vedere macchine potentissime abituate a trainare treni pesantissimi su linee di valico avere a che fare con pochi carri, ma la realtà della ferrovia è indubbiamente anche questa.

La prima curiosa foto che ce lo testimonia è opera di Luca Faggi e mostra una E.633 impiegata addirittura con ben due cisterne a carrelli mentre attraversa la stazione di Milano Rogoredo.

Non meno curiosa la scena che il medesimo autore si è trovato davanti in un'altra circostanza nella stessa stazione.

In questo caso è una nuovissima 483 di Captrain ad essere utilizzata per trainare due carri pianali che peraltro, almeno dalla foto, sembrano anche vuoti.

Ma forse la palma di merci più corto (e anche di fotografia oggettivamente più brutta), spetta al merci immortalato qui sotto da Lorenzo Pallotta che essendo anche l'autore del presente testo vi garantisce di aver scattato solo per fini documentativi.

L'orrenda fotografia ritrae una E.636 sulla Roma - Napoli via Formia, nei pressi dell'Acquedotto Appio, mentre sta trasportando verso nord una singola cisterna ad assi. Siamo negli anni '90 ma come abbiamo appena visto, poco è cambiato.

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