In questi giorni si parla molto della vecchia linea Torino - Modane, sotto tutti gli aspetti, tranne, forse sotto quello tecnico.

Ci siamo allora presi la briga di andare a vedere la tratta con le sue caratteristiche, percorrendola virtualmente chilometro per chilometro e vedendo se si tratta o meno di una linea problematica come si vuole far credere.

Per avere dei risultati attendibili ci siamo basati su due parametri, velocità e pendenza, prendendo come riferimento, nel primo caso, sia un treno passeggeri veloce che uno merci.

La velocità, il treno passeggeri veloce

Il nostro ipotetico treno parte da Torino Porta Nuova. A Torino Porta Susa ha i 155 km/h che diventano 150 km/h a Collegno. Qui arriva una discreta frenata a 105 km/h nei pressi di Alpignano che anticipa una ripartenza a 135 km/h e quindi 155 km/h da Avigliana che può tenere fino a S. Antonio Vaie con una leggera frenata a Borgone dove transita a 150 km/h.

Siamo a 35 km dal capoluogo, fino ad ora abbiamo tenuto velocità rispettabili ma qui inizia la parte difficile. Il nostro ipotetico treno veloce decelera fino a 100 km/h oltrepassando Bussoleno, dopodiché può permettersi una leggera accelerazione fino a 110 km/h che diventano 105 km/h a Chiomonte.

Fino a Salbertrand si può tenere questa velocità ma alla galleria Ceronda si scende a 90 km/h con poco dopo una risalita ai 130 km/h che però difficilmente si raggiungono visto che a Beaulard si deve tornare a transitare a 100 km/h. Subito dopo si scende ancora, a 85 km/h fino ad oltrepassare Bardonecchia dove la linea consente i 110 km/h ma per un brevissimo tratto.

C'è infatti la galleria del Frejus con Terres Froides da affrontare a 75 km/h, prima di entrare a Modane a 30 km/h.

Tanto per dare un riferimento concreto, il treno veloce percorre i primi 35 km ad una velocità maggiore di quella che tutti noi raggiungiamo in autostrada, mentre per quasi tutto il resto del percorso si colloca ai livelli di una strada extraurbana principale o peggio ancora di una strada secondaria extraurbana.

La velocità, il treno merci

Se questa è la tabella tutt'altro che entusiasmante per un treno passeggeri veloce, peggiore è quella di un merci.

Si lascia Torino a 90 km/h fino a Collegno dove sono possibili i 130 km/h. Ad Alpignano si scende subito a 100 km/h, poi la tratta più favorevole permette di tornare ai 130 km/h fino a Borgone. Da qui una lenta agonia. Intorno a Bruzolo si scende a 90 km/h, poi c'è una leggera risalita a 100 km/h che viene subito stoppata a Salbertrand da attraversare a 80 km/h.

Teoricamente ora sarebbe prevista una tratta da 120 km/h ma è talmente breve che la velocità non si raggiunge visto che a Beaulard il transito è ai 95 km/h e a Bardonecchia ai 75 km/h

Superato questo impianto si risale a 100 km/h ma senza raggiungerli visto che subito c'è il Frejus anche in questo caso da affrontare a 75 km/h.

La pendenza

Appurate le velocità non esattamente compatibili col fatto di trovarsi negli anni 2000, vediamo le pendenze.

Tra Torino e Bussoleno si raggiunge l'11‰ che diventa immediatamente un 26‰ fino a Salbertrand. Qui si torna ad un più moderato 16‰ ma non per molto perché ad Oulx è di nuovo 20‰ e a Beaulard 23‰. 

Questo crescendo anticipa Bardonecchia dove la pendenza raggiunge il suo picco massimo al 30‰.

Quanto abbiamo appena enunciato, con alcune approssimazioni dettate dalla impossibilità di citare tutte le variazioni per non risultare noiosi e dal voler realizzare un testo comprensibile anche i non tecnici, dimostra che siamo in presenza di una linea di montagna, che non permette grandi velocità né grande manovrabilità per qualsiasi tipo di convoglio.

Il tutto senza dimenticare le questioni inerenti la sagoma dei treni merci che sono autorizzati a passarci o i raggi di curvatura che in alcuni casi impediscono gli incroci, quindi altri fattori che giocoforza ne limitano l'utilizzo.

Inutile dire che una linea così "difficile" non giustifica lavori di riqualificazione che oltre ad essere costosissimi potrebbero solo ridurre il problema senza risolverlo definitivamente anche perché se questa è la tratta italiana, parimenti problematica è quella francese.

I discorsi politici li lasciamo agli altri, da parte nostra possiamo solo riportare quelli che sono i dati di una linea che è stata realizzata nell'800 e non fa niente per nasconderlo.

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