Il suo nome è “Galleria dei Frentani” ed è entrata in servizio, come vi abbiamo documentato, domenica 2 dicembre 2018.

La nuova infrastruttura, della quale in passato abbiamo seguito l'avanzamento dei lavori, si trova a nord della stazione di Ortona, ed è posizionata lungo la tratta della ferrovia Adriatica compresa tra Pescara e Termoli.

Era la penultima sezione a singolo binario della linea Bologna-Lecce, cui ora manca la nota tratta Termoli - Lesina, che attende il passaggio al doppio binario che dovrebbe avvenire nel giro di qualche anno. 

Nello specifico, la Galleria dei Frentani si trova a una distanza di circa 30 metri dalla Galleria Castello e la sua lunghezza è pari a 523 metri. Essa è composta da una zona centrale di 388 metri scavata proprio sotto la rocca di Ortona e oltre 47 metri di galleria artificiale lato nord e 88 metri lato sud.

Grazie ad essa, nella tratta tra Bologna a Lecce, è possibile il viaggio dei treni merci high cube, visto che la galleria, realizzata secondo gli standard previsti sui Corridoi ferroviari Ten-T, permette la circolazione di treni la cui sagoma massima deve essere di 4 metri di altezza allo spigolo (PC80).

Detto in altre parole, è possibile il transito di treni che possono trasportare semirimorchi, container di grandi dimensioni, tir con motrice e rimorchio, caricati su appositi carri merci. 

Per la realizzazione del nuovo tunnel, il Gruppo FS Italiane ha investito circa 25 milioni di euro, per quella che è solo la prima fase dell’intervento di raddoppio ferroviario a Nord di Ortona che prevede anche una seconda fase che comprenderà lavori anche nella Galleria Castello. 

Il Progetto

La Galleria dei Frentani è stata finalmente inaugurata, ma i tempi di attesa sono stati molto lunghi, tanto quanto le difficoltà incontrate durante la realizzazione. Già nell’ottobre del 2013 il progetto era in corso d’opera, ma era ostacolato da alcune importanti difficoltà di origine ambientale che ne impedivano l’attuazione, dato che la galleria doveva essere scavata all’interno di un ammasso franoso sul quale erano situate diverse strutture, tra cui una scuola e soprattutto l’antico castello aragonese.

La perforazione è avvenuta su fronte unico (dall’imbocco Sud a quello Nord) tramite scavo tradizionale con cunicolo pilota. Considerata l’instabilità del materiale scavato è stato necessario l’utilizzo di un jet grouting, ossia l'iniezione nel terreno di una miscela cementizia, per stabilizzare il fronte in avanzamento e consolidare i terreni. Nel corso dei lavori sono stati tuttavia anche adottati diversi sistemi di controllo, tra cui sistemi satellitari, inclinometri sistemati nel terreno, pieometri ed estensimetri. È stato inoltre effettuato un controllo topografico settimanale e 8 stazioni di controllo con scarico in remoto dei vari dati.

Il grosso del lavoro è stato poi togliere l’acqua nel versante Nord, per far sì che il terreno fosse più stabile e compatto, in modo da evitare frane o smottamenti. Tutto questo per garantire massima sicurezza data la presenza di persone vicine al cantiere e di strutture storiche, pubbliche e private. Nel febbraio 2014 la Italferr, società del Gruppo Ferrovie dello Stato incaricata dei lavori (iniziati già nell’ottobre 2013) aveva stimato la conclusione dei lavori per il 2015, ma a causa di queste difficoltà, la galleria è entrata in funzione solo alla fine del 2018.

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