Ci sono macchine destinate a fare la storia delle ferrovie, altre a essere ricordate per sempre per il loro fallimento.

Tra queste ci sono sicuramente le locomotive E 660/E 661 di proprietà di FNM, ottenute dalla ristrutturazione di tre locomotive HŽ 1061 delle ferrovie croate ereditate dalla amministrazione della ex Jugoslavia.

L'idea è semplice, utilizzare come base una locomotiva costruita in Italia da Ansaldo-Asgen negli anni '60 e derivata in parte dalle locomotive E.646.001÷005 (poi E.645.101÷105) e trasformarla per farne una macchina moderna e funzionale.

Per questo motivo nel 2004, l'officina croata TZV Gredelj di Zagabria, modifica tre esemplari di 1061 per creare il Gruppo FNM E 660/E 661. La lavorazione comporta nuova cabine di guida, un sistema di controllo elettronico della trazione sempre con azionamento di tipo reostatico, sistemi di sicurezza per l'uso su rete FNM, nuovi compressori, gruppi statici in luogo dei motoalternatori e motori ricostruiti con isolamento in classe F.

Le macchine sono previste per effettuare treni merci per NordCargo, ma anche per potere essere utilizzate occasionalmente con treni passeggeri, essendo dotate di prese REC per il riscaldamento.

Giungono in Italia e vengono riclassificate secondo questa configurazione:

HŽ 1061 013 --> E 660 02, poi E 661 002
HŽ 1061 105 --> E 660 51, poi E 660 051
HŽ 1061 021 --> E 661 001

Tutto bello? Neanche per niente.

Le prove eseguite sulla rete FNM non danno risultati incoraggianti e anzi dimostrano una certa inaffidabilità delle macchine, in parte dovuta ai lavori di ristrutturazione eseguiti e in parte alla base delle locomotive di partenza, ormai troppo vecchia.

A decretare l'insuccesso dell'operazione, è tuttavia la conferma di una mancata convenienza economica nell'uso di queste macchine, che sono del tipo reostatico e con motori in corrente continua. Questo alza i costi di gestione e manutenzione, a fronte di prestazioni tutt'altro che esaltanti.

Del resto si sta entrando nel periodo in cui piuttosto che avventurarsi in complicati e costosi lavori di riqualificazione è più intelligente noleggiare macchine elettroniche moderne e affidabili.

Per questo motivo il progetto delle E 660/E 661 viene abortito. Le macchine vengono in seguito accantonate, si tenta una vendita senza successo e per loro il destino sembra essere solo quello della riduzione volumetrica.

Peccato, perché al di là dell'estetica si tratta di macchine imponenti, a doppia cassa come tra poco non ce ne saranno più in servizio regolare, e con quell'aspetto da Caimano nervoso ben assecondato da una livrea decisamente appariscente.

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