E’ stato riconsegnato oggi alla Fondazione FS, l’ETR.252 Arlecchino entrato all’OMS ferroviaria di Porrena il 31 marzo 2016.

Secondo quanto comunicato allora, i lavori sarebbero dovuti durare 18 mesi. Ci sono voluti di fatto più di 3 anni per restituire lo storico treno all’antico splendore.

Nella mattinata di oggi è giunta la D.341.1041 da Arezzo che ha tirato fuori l’ETR.252 dalle officine spingendolo fino alla stazione di Porrena. Qui, utilizzando il secondo binario, la locomotiva si è messa in testa all’ETR.252 trainandolo fino alla stazione centrale di Arezzo. Ad Arezzo, c’era ad attendere il convoglio la E.646.028 di Trenitalia, giunto nella serata precedente, che ha portato l’ETR 252 a Pistoia.

L’ETR.250 degli anni ’60, tornerà quindi a viaggiare sui binari dItalia entro la fine del 2019.

L’elettrotreno "Arlecchino", nato negli anni sessanta da una costola del "Settebello" (il mitico rapido della Roma-Milano antesignano del Pendolino) tornerà a viaggiare su itinerari d’importanza storica e paesaggistica individuati dalla Fondazione FS per il piacere degli appassionati di turismo ferroviario.

L’ETR 250 entrò in servizio il 23 luglio 1960, in occasione delle Olimpiadi di Roma, compiendo il viaggio inaugurale da Bologna a Venezia. Fu il simbolo del benessere e della ripresa economica degli italiani.
Le poltrone erano avvolgenti e comode, le pareti ricoperte di vinilpelle, i pannelli e i tappeti caratterizzati da una vasta gamma di tinte pastello (da qui il nome Arlecchino), scelte accuratamente da FS e commissionate alla Breda di Sesto San Giovanni. Lunico esemplare rimasto del gruppo ETR.250 è stato trasferito dalla Rimessa dellex Treno presidenziale di Roma Termini a Porrena, in provincia di Arezzo, per essere restaurato presso l'Industria privata.

Dopo il trasferimento dell’ETR.252 presso gli impianti dell’Industria Privata, sono stati compiuti i primi interventi propedeutici al ripristino meccanico e al restauro estetico del mezzo. Rialzate le quattro casse che costituiscono il convoglio, i carrelli e i motori sono stati inviati all’impianto Trenitalia di Ancona per la revisione completa. Smontati gli arredi interni, i finestrini e tutti gli impianti, si è potuto procedere al risanamento della carpenteria e della struttura portante.

Concluse queste attività, è stata effettuata la posa dei cavi dell'alta, media e bassa tensione lungo tutto il treno. Altri interventi sono stati eseguiti per i necessari aggiornamenti impiantistici e per tutte le apparecchiature di trazione.
L’installazione di nuovi convertitori per l’alimentazione delle utenze di bordo, dei climatizzatori, dell’illuminazione e per la ricarica delle batterie, realizzati secondo le più moderne tecnologie, sono in grado di erogare una potenza installata tale da soddisfare le necessità del treno e di garantire circa il 50% in più di potenza come “margine di riserva”. Negli ambienti viaggiatori, nella carrozza 3 è stato allestito lo spazio destinato al bar di bordo, con nuove e moderne attrezzature ma secondo standard estetici coerenti con l’epoca.

Parallelamente a queste lavorazioni è stata effettuata l’attività di restauro e ricostruzione delle poltrone che, pur mantenendo esattamente il design e la struttura originali, sono dotate di nuove imbottiture e tessuti di rivestimento.

Inoltre, per far viaggiare l’"Arlecchino" in completa sicurezza, sono stati attuati diversi aggiornamenti tecnologici tra cui l’installazione nelle cabine di guida del “Sistema Controllo Marcia Treno” realizzato da Alstom e del blocco elettrico delle porte.

Foto 1 e 2 Lorenzo Pallotta
Foto 3 e 4 Fondazione FS Italiane

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