Ricomincia oggi nell'aula bunker del carcere di Trani il processo ai 18 imputati per l’incidente ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato.

Si tratta della seconda udienza del dibattimento davanti al Tribunale collegiale iniziato l’11 aprile nell’aula di Corte d'Assise. Secondo quanto spiegato dal presidente alla scorsa udienza, il trasferimento nella sede più ampia dell’aula bunker ha lo scopo di poter consentire, a parenti e comuni cittadini, di seguire le udienze.

L’udienza di oggi sarà dedicata ancora alle questioni preliminari, a cominciare dalla richiesta avanzata da alcuni parenti delle vittime, di citare la Regione Puglia come responsabile civile.

Identica richiesta era già stata presentata in fase di udienza preliminare, ma il Gup l’aveva respinta per incompatibilità tra il ruolo di parte civile e quello di responsabile civile dell’ente. All’esame dei giudici ci sono poi le nuove richieste di costituzione di parte civile avanzate da alcuni parenti delle vittime che non lo avevano fatto in fase di udienza preliminare, nonché delle associazioni dei consumatori Ubf, Codacons e Confconsumatori e di quella animalista Gepa.

Identica richiesta è arrivata, infine, da due capotreni di Ferrotramviaria, che hanno chiesto di potersi costituire nei confronti di Enrico Maria e Gloria Pasquini, rispettivamente ex e attuale presidente e Ad della società, e di due dirigenti di punta, in relazione a un solo capo di imputazione nel quale si contesta loro di aver omesso di adeguare i sistemi di attrezzaggio della linea ferroviaria Bari Nord, che avrebbe potuto migliorare i livelli di sicurezza della circolazione ferroviaria.

Si sono invece già costituiti parte civile la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, le associazioni Acu e Anmil, oltre ai parenti delle vittime e ai passeggeri sopravvissuti.
L’associazione dei consumatori Acu ha chiesto di potersi costituire anche nei confronti di Ferrotramviaria. Sono già costituiti come responsabili civili, la Ferrotramviaria e il Ministero dei Trasporti.

A processo ci sono 17 tra dipendenti, dirigenti e vertici della società Ferrotramviaria, un dirigente del ministero delle Infrastrutture e due direttori dell’Ustif di Puglia, Basilicata e Calabria. La stessa Ferrotramviaria, è imputata in qualità di persona giuridica.

I reati - contestati a vario titolo - dalla Procura di Trani sono quelli di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Ferrotramviaria risponde dell’illecito amministrativo dipendente dai reati commessi da vertici e dirigenti.

Una diciottesima persona, una dirigente del ministero delle Infrastrutture, ha scelto il rito abbreviato e per l’udienza del prossimo 8 maggio è già prevista la requisitoria del pm.

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