La notizia del giorno di ieri è stata, senza dubbio, quella del Frecciarossa che è stato costretto a non partire da Brescia per Napoli per la non idoneità dell'equipaggio alla condotta del treno.

Uscita su tantissimi giornali, ha provocato commenti e reazioni da tutti, con domande e affermazioni lasciate a mezz'aria che la nota di Trenitalia ha chiarito solo in parte.

L'occasione allora è buona per rispondere ad alcune delle domande che ci sono state fatte sui social o tramite email e per chiarire alcuni concetti.

Il primo è il più importante: ci sono stati dei rischi? La risposta va scritta a caratteri cubitali: NO! 

Ci perdoneranno i più esperti se semplifichiamo l'argomento senza entrare nel dettaglio, ma lo scopo di questo articolo è quello di tranquillizzare chi viaggia, più che di parlare di tecnica ferroviaria.

I treni non sono quelli di 50 anni fa, ma nemmeno di 20. Oggi le tecnologie impediscono fisicamente di mettere in atto qualcosa di potenzialmente rischioso, quindi se anche il treno fosse partito, qualora i macchinisti avessero commesso degli errori sarebbe intervenuto automaticamente un sistema di protezione.

Altra domanda che ci viene posta è come mai ci fossero due macchinisti. La risposta è semplice, la norma prevede che ci sia il doppio agente nella fascia di partenza 00-05, quindi era del tutto normale. Il secondo non si era aggiunto perché il primo era ubriaco, come alcuni hanno ipotizzato.

Qualcuno ci chiede se a bordo dei treni sia presente un etilometro. La domanda è alquanto bizzarra.
Prendendo in esame gli ultimi 10 anni, i casi di macchinisti che hanno avuto problemi di questo tipo, a nostra memoria, sono diventati due ieri. Un precedente lo ricordiamo nel 2013 sulla tratta Orte-Fiumicino ma nulla prima né dopo. Insomma un po' poco per mettere in discussione l'intero sistema.

D'altro canto il problema non è solo italiano visto che episodi simili si sono verificati negli ultimi anni anche in Francia (Ferrovie, Francia: ubriaco alla guida del treno) e in Germania.

Questo perché alla base c'è sempre l'uomo, con le sue debolezze e i suoi sbagli. Ovviamente, qualora il fatto fosse verificato (ma secondo i rilievi uno dei due aveva un tasso alcolemico quasi quattro volte il limite consentito), è chiaro che i due ferrovieri avrebbero commesso un errore gravissimo del quale dovrebbero rispondere, ma sarebbe anche troppo facile crocifiggerli chiedendo le loro teste.

Una volta rivelata la notizia, è, secondo noi, più giusto spostare l'attenzione sul fatto che anni di investimenti sulla sicurezza sulla rete RFI hanno portato di fatto ad escludere la possibilità che, anche in casi come questi, possa accadere qualcosa ai viaggiatori, il che ci sembra infinitamente più importante.

Potremmo dire la stessa cosa di altri mezzi di trasporto individuali o di collettività con cui ogni giorno abbiamo a che fare?

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