Saranno oltre duemila i tifosi della Fiorentina che nella giornata di domani seguiranno "la Viola" a Bergamo dove in serata giocherà contro l'Atalanta la semifinale di Coppa Italia.

Molti sostenitori viola si metteranno in viaggio con mezzi propri ma saranno tanti anche quelli che usufruiranno del treno speciale organizzato per l'occasione dall'Atf, l'Associazione tifosi fiorentini. La partenza è prevista alle 14.04 da Campo di Marte, con il treno che è al completo da giorni.

Tornano dunque a farsi vedere i treni speciali per i tifosi di calcio, che erano consuetudine negli anni passati, finendo poi nel dimenticatoio per motivi di sicurezza.

Un aspetto che non è sfuggito al sindaco Nardella, seppur con una dimenticanza importante: "Mi hanno detto da Ferrovie dello Stato che è la prima volta che si riesce ad organizzare un treno dopo almeno una quindicina di anni, credo sia davvero una bella conquista, dei tifosi fiorentini, della città. 
Abbiamo lavorato insieme - ha aggiunto Nardella - Non è stato semplice perché purtroppo in passato, non è il caso di Firenze ma di altre città, ci sono stati incidenti ma io ho trovato nella tifoseria viola un grande senso di responsabilità, un desiderio di organizzare questo treno. Spero che sia anche un'occasione per unire di più il tifo per questa sfida che è molto difficile ma per noi vitale. Io sarò alla stazione di Campo di Marte ad abbracciare i tifosi - ha concluso - a dare un grande 'in bocca al lupo' e poi vedrò la partita a Firenze con gli amici e i tifosi fiorentini".

In realtà le cose non stanno proprio così visto che una stazione vicina a Firenze di Campo di Marte, Firenze Rifredi, fu protagonista, nel 1989, di un episodio terribile di violenza calcistica.

Siamo a giugno ed è il pomeriggio di Fiorentina-Bologna, derby dell’Appennino. Alla stazione di Rifredi, sta arrivando il treno da Bologna con all’interno tanti tifosi rosso/blu. Uno di questi è Ivan, 14 anni, che sta per vivere la sua prima trasferta a fianco della squadra del suo cuore. Ad aspettare il treno ci sono 4 ragazzi tifosi della Fiorentina, il più piccolo ha 17 anni, sono armati e hanno con loro una bomba molotov, costruita qualche giorno prima in casa di uno dei ragazzi.

Passa il treno, la bomba viene lanciata, il fuoco s’impossessa piano piano del vagone, il cielo inizia a diventare nero a causa di un fumo che diventa sempre più intenso. Le fiamme colpiscono 7 persone, una di queste è il piccolo Ivan che verrà coperto al 75% dalle bruciature. Il ragazzo lotta tra la vita e la morte e viene immediatamente scortato all’ospedale di Genova dove solo per miracolo i medici riescono ad intervenire riuscendo a liberargli le vie respiratorie consentendogli di vivere.

Tre dei quattro ragazzi complici dell’esplosione sono maggiorenni. Il più piccolo, quello che ha lanciato la bomba, ha 17 anni. Ai primi tre verranno dati 13 anni, poi ridotti a 6 in corte di appello. Il più piccolo viene invece processato al tribunale dei minori dove dirà di essere stato sotto effetto dell’hashish e di essere stato indotto, secondo le regole del “branco”, a scagliare la molotov.

Nel frattempo Ivan inizia un vero e proprio calvario che si trascina ancora oggi. Il video, con le parole di Paolo Valenti, storico presentatore di 90° minuto, lascia senza parole.

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