Più di 1.300 treni soppressi soltanto nell’ultimo anno, con alcune linee che viaggiano con la media di una corsa saltata al giorno.

E’ questo il quadro delle linee regionali ferroviarie gestite direttamente dalla Regione attraverso FER e TPER  secondo i dati forniti dal M5S. A riferirlo è Silvia Piccinini, consigliera regionale del movimento che dopo aver portato alla luce i ritardi con cui i pendolari della Regione devono fare i conti, è riuscita a sapere quale sia il grado di affidabilità degli stessi convogli.

Secondo i dati forniti da FER nello scorso anno sono state 1.364 le corse soppresse e che hanno lasciato letteralmente a piedi i pendolari in Emilia Romagna. In media si tratta di 151 corse saltate all’anno per ognuna delle tratte gestire dall’Emilia Romagna con un aumento del 5,54% rispetto al 2017 e addirittura del 25% rispetto al 2014, anno di insediamento dell’attuale giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini.

“Visto che la premiata ditta Bonaccini&Donini continua a ripetere che da quando governano loro la situazione dei pendolari emiliano-romagnoli è migliorata, ci chiediamo come si possa continuare a sostenere una tale corbelleria visto che tutti i dati, sia quelli che riguardano i minuti di ritardo che quelli sui treni soppressi, dicono esattamente il contrario. Si tratta dell’ennesimo e chiaro segnale del fatto che la Regione non vede l’ora di sbarazzarsi delle linee regionali per poter continuare a puntare sulla cura del cemento – aggiunge Davide Zanichelli, portavoce M5S alla Camera – Ci sono linee, come per esempio la Modena-Sassuolo, dove nel 2018 in media è saltata in media quasi una corsa al giorno (361) con un peggioramento notevole rispetto al 2017 (+45%) e un crollo abissale rispetto al 2014 (+97%)”.

Nel dettaglio sulla Parma-Suzzara i treni soppressi nello scorso anno sono stati 95, sulla Suzzara-Ferrara 89, sulla Ferrara-Codigoro 67. Con 296 cancellazioni in un anno, la Bologna-Portomaggiore è tra le linee meno affidabili di tutta la regione, seguita dalla Bologna-Vignola con 218 e la Reggio Emilia-Guastalla con 165 che ha fatto registrare un aumento di soppressioni di ben 3 volte dal 2014.
Migliore il dato della Reggio Emilia-Sassuolo con 28 soppressioni nel 2018 mentre per la Reggio Emilia-Ciano sono saltate quasi quattro corse al mese (45) con un aumento del 36% però rispetto al 2017.

“Visto che una parte predominante delle cause che hanno portato alla soppressione e cancellazione di queste corse è rappresentata sia da problemi legati sia al materiale (rotabile che fa capo a TPER, che all’infrastruttura vera e propria (di competenza FER), crediamo che le responsabilità della Regione davanti a questo ennesimo disastro della nostra mobilità ferroviaria siano evidenti" aggiungono Piccinini e Zanichelli.

"Nonostante le tante promesse fatte da Bonaccini e dall’assessore Donini sul miglioramento del nostro sistema ferroviario regionale di fatto, investendo cifre ridicole sul ferro, stanno obbligando i pendolari emiliano-romagnoli a viaggiare su treni in perenne ritardo e che spesso non riescono proprio a partire, obbligandoli così a ricorrere a bus sostitutivi o, peggio, alla propria auto per poter recarsi al lavoro, a scuola o all’università. Una situazione che ogni giorno contribuisce ad aggravare ancora di più la pessima qualità dell’aria che respiriamo in Emilia Romagna” concludono gli esponenti del M5S.

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