Per le imprese piemontesi, più ancora che per quelle del resto del Paese, la TAV sembra essere una questione di vita o di morte.

Per questo, dopo la partecipazione alle manifestazioni di piazza in favore dell’opera, Confindustria ha lanciato una campagna di mini spot dall’esplicativo titolo “Palle”.

L’espressione traduce efficacemente il termine fake news e i mini spot recitati dai vertici confindustriali sono pieni di dati e numeri che mirano a sconfessare le dichiarazioni del ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e i contenuti dell’analisi costi-benefici.

Il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli, smentisce categoricamente che all'Italia la realizzazione dell’opera costi 20 miliardi. “Palle” dice, ribattendo che il costo certificato della tratta transfrontaliera è di 8,6 miliardi, di cui circa il 35%, pari a 3 miliardi, in carico all'Italia, ripartiti nei 10 anni di costruzione. L'Ue copre il 40% del finanziamento con 3,5 miliardi.

“Un contributo a fondo perduto che non possiamo assolutamente permetterci di perdere ritardando i tempi dei bandi di gara”. La Francia partecipa con 2,1 miliardi di euro. Il costo previsto della tratta nazionale fino a Torino è di 1,7 miliardi. “La spesa totale per l'Italia è quindi di 4,7 miliardi, meno di 5 miliardi. Altro che 20 miliardi” conclude Ravanelli.

Il presidente dell'Unione industriale di Torino, Dario Gallina, contesta che il traffico merci diretto dal Piemonte verso i Paesi dell'Europa occidentale sia in calo “L'interscambio economico con i Paesi dell'Ovest Europa - spiega - vale 205 miliardi di euro, il 41% dell'interscambio totale dell'Italia con l'Ue. Il totale degli scambi Francia-Italia nel 2017 ha raggiunto il livello record di 76 miliardi, in aumento dell'8,3%”. Ma il 93% di questo traffico transita su strada e solo il 7% su ferrovia. “L'attuale linea non risponde ai moderni standard di sicurezza ed efficienza. D'altronde è un'opera concepita oltre 150 anni fa”.

Il presidente dell'Unione industriale di Asti, Andrea Amalberto, respinge integralmente il risultato dell'analisi costi-benefici del Professor Ponti, secondo il quale la TAV non serve. Innanzitutto - osserva - è stata preceduta da sette analisi socio-economiche commissionate dalla Commissione europea e da altri enti certificatori internazionali tra il 2003 e il 2014, sulla base delle quali l'opera è stata votata dal Parlamento europeo nel 2015, italiano nel 2016 e francese nel 2017. Inoltre la nuova analisi non si baserebbe sui dati di traffico e di esercizio aggiornato: “Sovrastima di circa 1 miliardo il costo di investimento e non lo suddivide tra Italia, Francia e Ue”. Fino al paradosso anti-ambientalista che: “Inserisce tra i costi le mancate accise sui carburanti e i mancati pedaggi autostradali. Alla faccia della sostenibilità ambientale”.

La presidente di Confindustria Canavese, Patrizia Paglia, smentisce poi eventuali pericoli per la salute umana a causa di polveri di amianto o di altri materiali di scavo radioattivi. Un impatto ambientale negativo in Val Susa viene anzi escluso: “I cantieri del tunnel di base della Torino-Lione sono sottoposti a rigorosi controlli ambientali. Sono state installate 40 centraline che finora hanno effettuato decine di migliaia di rilevazioni fino a 15 chilometri di distanza dal cantiere. Risultato? Assenza di amianto e di uranio”.

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