Ottimi risultati per la compagnia ferroviaria privata Italo nel 2018.

L’utile sfiora infatti i 93 milioni, quasi 60 milioni in più rispetto al 2017, il fatturato è salito 25,6% a 571,6 milioni e anche l'EBTIDA è aumentato a 198,8 milioni (+40%).
A scendere, di 9,3 milioni, è stato invece l'indebitamento finanziario che ammonta a 433,7 milioni. Un bilancio positivo che porta la firma di Flavio Cattaneo, Ad fino a dicembre e oggi vicepresidente e presidente del comitato esecutivo con la responsabilità nelle strategie nazionali e internazionali del gruppo, nonché azionista.

Ricordiamo che a febbraio dell'anno scorso la compagnia ha accettato l'offerta da 2 miliardi del fondo americano Global Infrastructure Partners (Gip), in conseguenza della quale è saltata la quotazione di Italo in Borsa. Il mancato arrivo in Piazza Affari, si legge nella relazione al bilancio alla voce «oneri non ricorrenti», è costato 13,2 milioni.

Dal punto di vista operativo, con una flotta di 37 treni è stato aumentato del 60,7% il numero dei servizi giornalieri portati da 56 a 90 e del 31,7% la capacità in termini di percorrenza consentendo tra l'altro l'apertura della nuova rotta Milano-Torino-Venezia, nonché l'estensione dei servizi offerti con l'aggiunta delle città di Trento, Bolzano e Rovereto.

La compagnia ha trasportato un totale di 17,5 milioni di passeggeri, 4,7 milioni in più rispetto al 2017. Inoltre nel 2018 sono stati investiti 130,1 milioni nei nuovi Pendolino Evo, somma che include gli 8 treni entrati in esercizio nel corso dell'anno e gli accordi relativi agli ulteriori 14 treni consegnati o in fase di costruzione.

Proprio lo scorso sabato è uscito dallo stabilimento Alstom di Savigliano l'ETR 675 numero 13, primo dei dieci Evo appartenente alla seconda fornitura. Subito dopo la consegna, il treno è stato trasferito a Milano Porta Garibaldi ed è iniziata la campagna di collaudi, che prevede una percorrenza di 5mila km senza passeggeri a bordo prima dell'entrata in servizio. In questo modo salirà a 22 il numero di ETR 675, affiancati dai 25 AGV 575 in servizio dal 2012.

Sullo sfondo, però, rimane lo scontro con RFI sugli slot necessari per far viaggiare i nuovi convogli già acquistati da Italo. La compagnia deve inserire nel prossimo orario invernale 2019-2020 i nuovi Pendolino Evo ordinati ad Alstom, che arriveranno tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo.

RFI però non ha ancora liberato le tracce necessarie per farli viaggiare. Dopo aver sollecitato invano la concessione degli slot, il gruppo ha dunque deciso di rivolgersi all'Autorità di regolazione dei Trasporti per trovare una soluzione.

Sulla vicenda è intervenuto lo scorso 19 marzo, l’Ad di Italo, Gianbattista La Rocca. “L'ingresso di Italo sul mercato ha portato benefici ai lavoratori, ai viaggiatori e anche a RFI, a cui ogni anno versiamo circa 150 milioni come pedaggio per l'utilizzo dell'infrastruttura. Se ora ci viene negato il diritto a crescere ulteriormente vanno a rimetterci tutti”, ha detto La Rocca.

L'articolo integrale  sull'edizione on line de Il Giornale.it.

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