Che l’Italia fosse un paese schizofrenico lo si sapeva da tempo ma quello che sta accadendo con le Frecce di Trenitalia sta raggiungendo livelli surreali.

Chi legge le nostre pagine vive quotidianamente l’esperienza di un malato di disturbo bipolare che altalena due sentimenti decisamente contrapposti.

Da un lato, alle alte sfere del Governo, si stanno rimettendo in dubbio tutte le grandi opere in costruzione e nel mucchio sono finite ovviamente le linee AC/AV. Non c’è giorno che almeno una delle due componenti dell’esecutivo non metta in discussione la Torino – Lione così come il Terzo Valico o anche il Tunnel del Brennero. Dall’altro lato, tuttavia, i politici locali di qualsiasi schieramento non fanno altro che chiedere fermate delle Frecce di Trenitalia.

Ci siamo presi la briga di trovare le richieste più recenti tra coloro che non hanno una fermata e ne chiedono una e coloro che ne hanno qualcuna ma ne vogliono di più e l’elenco è impressionante.

In rigoroso ordine casuale richieste di vario genere sono giunte da Orte, Terni, Sibari, Crotone, Empoli, Orvieto, San Benedetto del Tronto, Spoleto, Scalea, Vasto San Salvo, Sicignano degli Alburni, Terontola e via discorrendo, in un elenco incompleto che sembra non avere fine.

La nota curiosa è che alcuni degli esponenti di queste località che chiedono la fermata delle Frecce fanno parte dello stesso partito che al Governo osteggia le nuove linee in costruzione con un cortocircuito tra locale e nazionale che è davvero difficile da comprendere.

Al di là di questo, quello che è certo è che bisogna dare un merito non da poco a Trenitalia nella persona del suo ex AD Mauro Moretti, ossia di aver creato un brand come il Frecciarossa che si vende da solo, anche laddove non ne avrebbe motivo.

Molte località d’Italia, infatti, chiedono insistentemente di avere sul loro suolo questa tipologia di convogli, senza riflettere sul fatto che un Frecciarossa, su una linea tradizionale, ha la stessa velocità di qualsiasi altro treno di rango.

Un esempio su tutti. Il Frecciarossa 9806 effettuato con ETR 500, potenzialmente atto a 300 km/h, tra Bari e Bologna Centrale impiega 5 ore e 37 minuti fermando a Foggia, Termoli, Pescara, Ancona e Rimini.
Il Frecciabianca 8810 con E.414, atto a 200 km/h, impiega invece 5 ore e 44 minuti fermando però a Barletta, Foggia, Termoli, Pescara, San Benedetto del Tronto, Ancona, Pesaro e Rimini.
Insomma, la convenienza c’è solo se da una di queste località si deve andare a Milano, dove entrambi i treni sono diretti, nel caso del Frecciarossa tramite l’AV mentre nel caso del Frecciabianca tramite la linea storica.

Quello che è certo è che l’Alta Velocità ha un senso se rimane tale. Tutte le richieste che sono state fatte, con poche eccezioni, si basano sull'assioma che determinate stazioni hanno un bacino d’utenza potenziale di migliaia di passeggeri, ma poi l’effettivo utilizzo di un nuovo servizio sarebbe tutto da dimostrare.

E del resto se si trasformano le Frecce in Regionali potenzialmente velocissimi si snatura un concetto base trasformandolo in qualcosa che non sta in piedi di per sé.

A nostro modo di vedere, piuttosto che continuare a chiedere fermate delle Frecce a ogni casa, nemmeno fosse il ritiro della raccolta differenziata, sarebbe più utile pretendere collegamenti capillari, puntuali e frequenti tra le città più piccole e quelle più importanti dove accedere comodamente al sistema Alta Velocità.

Al contempo sarebbe il caso di capire, una volta per tutte, che la velocità non la fanno solo i treni ma anche le linee, quindi che richiedere una Ferrari per girarci su una strada di campagna può essere non solo molto inutile ma anche molto costoso.

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