Nei primi sei mesi dell'anno in corso un treno AV su due è arrivato a destinazione con un ritardo compreso nei cinque minuti.

La percentuale è più bassa rispetto al 2017 quando era del 61,8%. Il peggioramento del servizio ha spinto l’Autorità di regolazione dei Trasporti a effettuare una verifica per capire i motivi di questa performance negativa e «per l’eventuale adozione delle prescrizioni regolatorie» per migliorare la puntualità.

L’intervento dell’Autorità è stato sollecitato dalla regione Toscana. Sulla Direttissima Roma-Firenze, infatti, circolano anche i regionali veloci e la preoccupazione dell’assessore ai Trasporti, Vincenzo Ceccarelli, è che a «pagare il prezzo di questi disagi dell’aumento dei tempi di percorrenza siano soprattutto i pendolari».

Una seconda denuncia è arrivata poi da NTV per mano del suo Presidente Luca Cordero di Montezemolo: «Purtroppo l’incidenza dei ritardi è in fortissima crescita, siamo costretti a fermarci continuamente per il traffico: l’infrastruttura è la stessa ma il traffico è aumentato e questo comporta un forte disagio». Ceccarelli fa invece un passo in più, convinto che i problemi siano strutturali: «Si sta andando verso la saturazione della Direttissima».

In effetti sulla Direttissima Roma-Firenze viaggiano in media ogni giorno circa 200 treni AV e 122 regionali veloci del trasporto locale della Regione Toscana, oltre a un piccolo numero di Intercity ed Euronight.

Secondo Ceccarelli «Gli indici di puntualità sono andati bene fino all’anno scorso quando con il cambio d’orario sono stati aggiunti nuovi treni AV. La percentuale di puntualità, prima al 90%, si è abbassata e lo sarà ulteriormente nei prossimi mesi quando entreranno in servizio altri convogli AV».

Dal suo punto di vista la soluzione per risolvere i «costanti disservizi non solo per i pendolari ma anche per i viaggiatori dell’alta velocità è il raddoppio della linea tra Valdarno e Firenze» iniziativa che però avrebbe un costo stimato da un minimo di 900 milioni a un massimo di 1,3 miliardi. Si spiega così perché la Toscana abbia richiesto all’Art non solo di monitorare la situazione, ma di sospendere ulteriori ampliamenti del servizio dell’alta velocità.

Dal canto suo RFI ha giustificato il calo delle performance che «hanno fortemente perturbato la circolazione ferroviaria», con l’incidente del Pioltello e il maltempo che tra fine febbraio e i primi di marzo ha provocato gravi disagi sui nodi di Roma e Napoli. Il tutto al netto dei guasti dei quali sei particolarmente significativi: ai deviatoi di Roma Termini, alla linea di alimentazione AV tra Firenze e Bologna, a un treno veloce sulla Direttissima e 2 disconnessioni di bivio a Settebagni dal dispositivo di comando. 

Secondo Andrea Giudicin, professore di Economia dei Trasporti alla Bicocca «I ritardi non sono solo legati alla Direttissima ma anche alla gestione dei nodi urbani. Per quanto riguarda la Roma-Firenze i problemi nascono dall’uso promiscuo della rete, dove viaggiano treni a 250 chilometri orari e le carrozze dei pendolari che raggiungono una velocità massima di 140».  

«Io credo - aggiunge il professore - che sia necessario separare le due offerte di servizio potenziando la linea storica dove far viaggiare i regionali e di rendere più efficiente la rete anche nei nodi urbani. In base alle mie informazioni RFI ha messo in campo un piano di investimenti sulla segnaletica per garantire sicurezza ma anche maggior velocità».

In questo senso, un passo avanti si potrebbe avere con la consegna nel nodo di Roma del Blocco Automatico sulla Linea Lenta tra Fara Sabina e Orte che renderebbe di fatto maggiormente fruibile la tratta storica. In tal senso è ipotizzabile che già col nuovo orario su essa vengano spostati Regionali ed Intercity liberando la Direttissima per i convogli AV.

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