Non manca molto a chiudere la perizia che dovrebbe fare luce definitivamente su quanto accaduto al PM Livraga il 6 febbraio 2020, quando il Frecciarossa 9595 Milano-Salerno è deragliato a 290 km/h uccidendo sul colpo i due macchinisti.

Secondo quanto reso noto da Il Giorno, i tecnici incaricati dalla Procura di Lodi, stanno aspettando solo i documenti richiesti a RFI e Alstom Ferroviaria. Un atto dovuto anche se con le prove acquisite nel corso della lunga attività investigativa per gli inquirenti la dinamica è abbastanza chiara. 

Al momento restano indagate 18 persone con ipotesi di reato a vario titolo per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni. Come noto si tratta di cinque operai di RFI, l’amministratore delegato di Alstom Ferroviaria Michele Viale, i vertici di Rete Ferroviaria Italiana incluso l’amministratore delegato Maurizio Gentile, e i responsabili Alstom Ferroviaria dello stabilimento di Firenze. A questi si aggiungono le due società, RFI e Alstom Ferroviaria per la legge sulla responsabilità amministrativa.

Per quanto riguarda la dinamica c'è poco da aggiungere rispetto a quanto già non si sappia.

Per la Procura a causare il deragliamento sarebbe stato un doppio erroreuno scambio difettoso prodotto da Alstom Ferroviaria a Firenze che, in fase di montaggio, sarebbe rimasto in posizione di "deviata" quando i treni in transito sulla linea avrebbero dovuto procedere sul "corretto tracciato", e un "errore umano" causato dai cinque operai di RFI che poche ore prima dell’incidente erano intervenuti per la sostituzione di un attuatore proprio sullo scambio incriminato, un errore consistito nella mancata verifica "a vista" della corretta posizione dello scambio da parte di chi ha operato sull’impianto all’altezza del posto di movimento di Livraga.

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