Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop” la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana.

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Partiamo!

TOP - Ritorno dei treni internazionali notturni

La pandemia ha resettato molti valori della nostra vita. Senza prenderla troppo larga, il traffico aereo ha fatto un balzo indietro di almeno vent'anni.

Prendere un aereo, anche a livello psicologico, è diventato molto più complesso rispetto a quanto non lo fosse prima della pandemia.

Il treno potrebbe, in parte, colmare questo nuovo vuoto. Le amministrazioni ferroviarie più furbe (ogni mancato riferimento implicito a Trenitalia è puramente casuale) hanno già preso provvedimenti e le ultime, in ordine di tempo, sono le ferrovie elvetiche che trovano nelle ferrovie austriache il partner ideale per far ripartire i treni internazionali notturni alla "vecchia maniera".

Senza contare che, pandemia o no, come avevamo scritto nella nostra news "i treni notturni hanno un comprovato impatto positivo sul clima, poiché consentono uno spostamento del traffico da altri mezzi di trasporto alla rotaia. L’obiettivo comune delle ÖBB e delle FFS è di trasferire più viaggi alla ferrovia e contribuire così a ridurre le emissioni di CO2 nel settore dei viaggi. Questo impegno è in linea con gli obiettivi dell’accordo sul clima di Parigi e con la richiesta da parte dei cittadini e dei politici di sviluppare un’allettante rete di treni notturni quale elemento fondamentale per una mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente in Europa". 

Per guardare al nostro orticello, rileviamo che in Italia i collegamenti notturni con la Svizzera si sono interrotti, se non ricordiamo male, nel 2009, con il compianto Euronight "Luna" Zurigo/Ginevra - Roma e vv.

Noi, per ora, stiamo a guardare (e sarebbe un flop...) ma intanto questo è un grande top!

FLOP - Crisi di Italo

Forse ci siamo abituati troppo bene: due compagnie sull'AV, possibilità di utilizzare entrambe nell'arco di tutta la giornata dal nord al sud Italia, tante offerte, concorrenza, sprono reciproco a migliorarsi.

Purtroppo scopriamo adesso che quel sistema così vantaggioso per il cliente-viaggiatore è sostenibile solo se tutto funziona a pieno regime anche se va detto che tutto si poteva prevedere tranne una pandemia. Italo è in crisi evidente e questo è un grosso guaio in primis per chi lavora nella compagnia, poi per noi che ci viaggiamo tutti i giorni.

Il ko di Italo che vogliamo sperare non arriverà mai, toglierebbe di mezzo la concorrenza e con questo si rischia un escalation dei prezzi dei biglietti e un appiattimento dei servizi disponibili a bordo. Il pensiero a cui si rischia di dover sottostare sarà "se si è gli unici operatori a competere, quale motivo c'è di migliorare il servizio?". 

E lasciamo volutamente perdere tutta la spy-story sui documenti secretati pubblicati da un giornale nazionale, prontamente smentiti da NTV.

A noi interessa la concorrenza, che rischiamo di salutare per sempre sui binari AV italiani. Magari il Comitato Tecnico Scientifico dovrebbe pensare anche a questo, perché prima o poi la pandemia finirà e quel giorno sarebbe bello se raccogliessimo quante meno macerie possibile. Flop!

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