L'Associazione Ferrovia Valle Metauro prende una iniziativa importante e lo rende noto con un comunicato.

"Dopo aver inviato invano ad RFI la richiesta di revisione delle prescrizioni per costruire la ciclabile in affiancamento alla ferrovia a causa delle errate applicazioni normative e altro, coerentemente, abbiamo DIFFIDATO tramite il nostro legale ed assieme al sindacato OR.S.A, sia la Regione Marche che Rfi ed i ministeri competenti: Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, MIBACT, Ministero dell’Ambiente, affinché venga rivisitato/revisionato, anche annullandolo per autotutela, il progetto “ Ciclovia turistica del Metauro”.

La premessa è la Legge 128/2017 che all’art.2 comma 2 include la ferrovia Fano Urbino e le sue pertinenze, tra le linee ad uso turistico; è inserita nel Piano di investimenti tra MIT e RFI 2017- 2021.
Con Atto di Governo n. 160 veniva determinato un costo complessivo per la realizzazione della ferrovia turistica in 45,50 mln di Euro e garantito un finanziamento di 1 mln di euro, già erogato con legge di bilancio 2018. Nello stesso Atto di Governo n. 160, per le linee di competenza RFI, è stato adottato il criterio per individuare priorità e costi, in particolare: “Interventi mirati all’immediata salvaguardia e tutela della proprietà, preservando il sedime da occupazioni abusive o parziali alienazioni”.  

FVM vuole censurare la falsa applicazione della L. 191/1974, richiamata nel parere RFI del 15.01.2020: la distanza di 1,50 m dal binario, ammessa per la costruzione della ciclabile, si riferisce ad attività temporanee degli appaltatori delle ferrovie italiane e la realizzazione di una pista ciclabile ex novo non può considerarsi semplicemente “oggetto rimovibile”, come da norma richiamata.
La norma da applicare è invece il DPR 753/1980, art.51 comma 1 - sulle distanze tra nuove costruzioni e la fascia proprietaria su cui insistono i binari, e che prescrive che “Lungo i tracciati delle  ferrovie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie ad una distanza minore di metri sei dalla più vicina rotaia.”.
Tale vizio risulta insanabile tanto da compromettere tutto il procedimento amministrativo, relativo alla realizzazione della pista ciclabile, in quanto basato su un presupposto giuridico violato per eccesso di potere da parte di RFI e di fatto impedisce la realizzazione, legiferata con la 128/2017, della ferrovia turistica Fano Urbino.

Anche in conferenza dei servizi si sono concretizzati diversi vizi di istruttoria: il progetto presentato non apportava le modifiche richieste da RFI, veniva rinviata la costruzione della recinzione di separazione tra ciclabile e ferrovia, non si affrontava la questione degli espropri, non c’era cenno sulle modalità di gestione della fascia ferroviaria, si rinviava la costruzione del sottovia all’intersezione tra la ferrovia turistica e la bretella compensativa ASPI di via Campanella a Fano.
Tale intersezione, inoltre costruita in violazione delle indicazioni di RFI può causare un danno erariale censurabile davanti alla Corte dei Conti.

Peraltro, con atteggiamento contraddittorio se non schizofrenico, l'assemblea legislativa regionale delle Marche, in data 14.07.2020 e 21.07.2020 approvava due mozioni in cui impegnava il Presidente e la Giunta Regionale “a proteggere la ferrovia Fano-Urbino salvaguardando il tracciato ferroviario e le sue opere d'arte ….. e attivarsi alla realizzazione della ferrovia turistica incrementando i fondi.....” nonché “in tutte le sedi istituzionali il ripristino delle tratte ferroviarie Fano-Urbino, Pergola-Fabriano e Ancona Centrale-Marittima”, seppellendo nei fatti il progetto della ciclabile del Metauro, così tanto insistito dal PD pesarese.

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