Appare piuttosto preoccupante la situazione per Jungfraubahn, la società bernese che gestisce la ferrovia della Jungfrau e diversi impianti di risalita in Svizzera.

Nei primi sei mesi la società ha trasportato sullo Jungfraujoch 100600 persone e si è dovuta confrontare con il periodo di inattività più lungo dalla Prima Guerra mondiale. Il crollo dell’affluenza sulle Alpi bernesi è stato del 79% su base annua, come emerge dalle informazioni pubblicate oggi dall'impresa, che è quotata in borsa.

A luglio e agosto gli arrivi sono stati 153000: un numero che va peraltro messo in relazione con il più di un milione di turisti - per il 70% asiatici - accolti nel 2019 nell'area pubblicizzata come "Top of Europe". La clientela svizzera e dei paesi vicini non riesce di fatto a compensare l’assenza di cinesi, indiani, coreani e giapponesi.

Il primo semestre si è chiuso con una perdita - la prima nella storia dell’azienda - che sfiora i 12 milioni di franchi, a fronte di un utile di 24 milioni della prima parte del 2019. Nel frattempo l’impresa ha potenziato gli impianti (progetto V-Bahn).

Alla guida del CdA viene ora chiamato un uomo con esperienza: Heinz Karrer, già Ceo di Axpo e presidente del Cda di Kuoni. Il manager, che attualmente è presidente di Economiesuisse, lascerà l’incarico a fine settembre.

Foto 1 di Salamanamanjaro in der Wikipedia auf Englisch, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18562109 

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