In un post sulla sua pagina Facebook, il Consigliere Regionale Matteo Piloni su fa portavoce delle istanze dei pendolari, in materia di rimborsi Trenord.

In queste ore ho ricevuto alcune segnalazioni da parte di pendolari in merito al rimborso degli abbonamenti annuali di Trenord.
Secondo quanto denunciato dai pendolari, Trenord avrebbe sempre rassicurato i clienti, tramite il servizio di assistenza telefonica, sostenendo la possibilità di richiedere il rimborso dell’abbonamento annuale relativamente ai mesi in cui esso non sia stato utilizzato, senza indicare limitazioni temporali di sorta.

Tuttavia, in seguito alle ultime decisioni assunte da Regione Lombardia proprio sulla possibilità di richiedere il rimborso, la posizione di Trenord sarebbe radicalmente cambiata, affermando che il rimborso può essere erogato limitatamente ai mesi di marzo ed aprile (tramite voucher e non, anche, in denaro), mentre nulla sarebbe dovuto per i mesi successivi.

Ovviamente tale decisione va incontro soprattutto alle necessità di chi possiede un abbonamento mensile che non ha potuto essere utilizzato durante il periodo del lockdown. Decisione giusta e che avevamo più volte richiesto e sollecitato.

Il problema si pone per i possessori di un abbonamento annuale. Per godere del rimborso dell’intero periodo effettivamente non fruito, secondo Trenord, l’utenza avrebbe dovuto presentare nel mese di maggio la richiesta di rimborso per “rinuncia al viaggio”, con riconsegna dell’abbonamento e rimborso in denaro del valore residuo con applicazione della penale del 10%.

Una procedura che nei precedenti contatti con i pendolari l’Azienda aveva espressamente sconsigliato, assicurando come non fosse necessaria proprio a fronte della sopracitata possibilità di rimborso.
I pendolari del ferro, possessori di un abbonamento annuale, non possono subire una penalizzazione economica a causa della fiducia riposta nella correttezza delle comunicazioni di Trenord.

Per questi motivi ho inviato una lettera all'assessore regionale Terzi, sia per informarla di questa situazione ma soprattutto per chiedere a Regione di fare chiarezza, facendo anche una proposta.

Qualora il rimborso promesso non risultasse effettivamente percorribile, Trenord potrebbe ammettere retroattivamente la ‘rinuncia al viaggio’, ben potendo peraltro verificare l’effettiva inattività degli abbonamenti, essendo tali titoli di viaggio elettronici.
Ritengo importante che, quanto prima, si possa fare chiarezza ed impostare azioni volte alla tutela degli interessi economici dei pendolari.

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