Indifendibile. Chi ci legge tutti i giorni sa che proviamo fino allo stremo a sostenere la ferrovia, ma quel che sta accadendo sulla Termoli - Campobasso supera ogni logica.

Nonostante il clamore dei giorni scorsi, nonostante gli interventi messi in campo da RFI e nonostante il vertice di oggi tra Trenitalia, RFI e Regione Molise, ieri la linea ha segnato un altro record negativo.

E pensare che la mattinata aveva fatto "ben sperare". Il primo treno regionale del mattino, il 34795 era sì arrivato con 46 minuti di ritardo ma il suo corrispondente 34796 era riuscito a fare meglio fermando le lancette a "solo" +21.

Non si poteva però immaginare il tracollo del terzo treno, il Regionale 34797. La ALn 663.1117 ha lasciato Termoli in orario alle 12.05 ma già alla prima fermata di Larino si è presentata con 34 minuti di ritardo che sono diventati 45 a Casacalenda-Guardialfiera, 72 a Campolieto-Monacilioni e 86 a Matrice-Montagano. I problemi riscontrati sono sempre gli stessi, la perdita del segnale SCMT/SSC e il conseguente blocco del treno. Una misura di protezione che in questo caso mette però in crisi la circolazione.

Il peggio, però, è accaduto tra Matrice-Montagano e Campobasso. Secondo quanto ci è stato comunicato da chi era sul posto, il convoglio è infatti rimasto fermo per parecchi minuti al segnale di protezione di un Passaggio a Livello con barriere aperte. L'arrivo a Campobasso è stato così alle 15.46 con 109 minuti di ritardo e una percorrenza totale di 221 minuti per 87 chilometri. Una media, detto in altri termini, di poco più di 23 km/h...

Meglio ha fatto, va detto, il treno serale che è riuscito ad arrivare a destinazione con soli 5 minuti di ritardo, ma si è trattato di un'eccezione visto che già oggi i ritardi sono nuovamente abissali. La buona notizia è che l'ennesimo endorsement arriva dal Forum Trasporto pubblico locale del Molise.

"Diciamo subito che la linea ferroviaria Campobasso-Termoli non va chiusa. Per storia passata la riapertura sarebbe di nuovo un miraggio. Ferrovie dello Stato mantenga l’impegno, il Governo regionale non ceda", scrivono in una nota.

"Si faccia un elenco – continua – dei problemi emersi che dalle proteste e dai reportage appaiono risolvibili in corso d’opera. Come ha subito rilevato Vittorio Moffa, unico, storico, rimpianto direttore molisano di Trenitalia che in pensione si è unito a noi, andavano fatti 3 giorni di pre-esercizio. In questo modo la figuraccia per FS e la delusione dei pendolari si sarebbero potute evitare anche con un breve rinvio".

"È chiaro che la linea ferroviaria va ripensata, innovata, modernizzata ma vogliamo ricordare, a proposito di tempi lunghi della percorrenza su tutta la tratta, che però da Larino il tempo è competitivo e anche da Casacalenda e a noi sembra preferibile ad altri mezzi. Un ultimo messaggio per FS: senta gli autisti dei bus sostitutivi per rilevare che, con i posti contingentati, hanno dovuto lasciare a terra molti cittadini".

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