Da oltralpe arriva una notizia decisamente inattesa.

Stando alle cronache nazionali, infatti, si starebbe accentuando in Svizzera la penuria di macchinisti in servizio nelle FFS. La crisi dovuta alla pandemia da Coronavirus avrebbe infatti rallentato la formazione con la conseguenza che alcuni treni soppressi durante il lockdown continuano a non circolare.

In una nota, le Ferrovie Federali spiegano che in autunno saranno circa 340 i macchinisti in formazione, numero che corrisponde al 10% del personale delle FFS addetto alle locomotive.

Tale dato è in forte aumento rispetto all'effettivo degli scorsi anni: a novembre 2019 i macchinisti in formazione erano 300, ha spiegato la portavoce delle FFS Ottavia Masserini. "Quest'anno - ha proseguito - formiamo 250 nuovi macchinisti, in passato erano circa 160 a 180 all'anno". L'incremento è perciò "importante", precisa Masserini.

Malgrado gli sforzi intrapresi, tuttavia, la situazione è però ulteriormente peggiorata appunto a causa della pandemia visto che i corsi di addestramento e aggiornamento sono infatti stati stati temporaneamente sospesi e ancora oggi l'istruzione è ancora soggetta a forti restrizioni.

Gli sforzi per sopperire alla penuria di personale dovrebbero dare i loro frutti solo a partire dalla metà del 2021, cosa che stride col fatto che nei prossimi anni le FFS dovranno sostituire 1000 macchinisti che andranno in pensione.

Vista la situazione, le ferrovie elvetiche si dicono costrette a cancellare alcuni collegamenti che circolano solo nelle ore di punta, in particolare nelle zone Losanna/Ginevra e Briga, nonché a Zurigo. Tutte le modifiche sono comunque segnalate nell'orario online.

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