La buona notizia è che non siamo soli, la cattiva è che rischiamo di rimanerci.

In Italia, come si sa, il settore dei treni notturni è in crisi da anni. Il servizio c'è, gli investimenti anche, ma sembrano più votati al "sopravvivere" che al far crescere un segmento che nel nostro Paese ha forse molto più senso che in tanti altri.

Nei mesi scorsi, tuttavia, si è svegliata la Francia. Come ha giustamente evidenziato franceinfo, le SNCF hanno sostanzialmente abbandonato questo tipo di treni, col risultato che oggi ci sono solo due linee notturne gestite dalla compagnia di bandiera, tra Parigi e Briançon e tra Parigi e Albi (Tarn) o Portbou (Spagna) e Latour-de-Carol (Pirenei orientali), via Tolosa. Questi sono integrati da un collegamento Parigi-Venezia gestito da Thello e due collegamenti Parigi-Mosca e Nizza-Mosca, gestiti invece dall'operatore russo RZD.

Nelle città di medie dimensioni non servite dal TGV, la rabbia sta però aumentando, al punto che è nato un collettivo molto seguito che chiede un cambiamento radicale. E anche in questo caso, la spinta verde potrebbe dare una grossa mano a far cambiare le cose.

Non si tratta di un percorso facile visto che i collegamenti notturni devono affrontare molte sfide. I lavori sui binari vengono eseguiti principalmente di notte dalle SNCF, le carrozze apposite sono state decimate nel corso degli anni e sempre più forte è la concorrenza degli autobus e delle compagnie low-cost.

Tuttavia nel 2018, c'è stato un cambio di idea con Elisabeth Borne, allora ministro dei trasporti, che ha annunciato un investimento di 30 milioni di euro per rinnovare il materiale rotabile. "Abbiamo molte ambizioni per i treni notturni in Francia", ha confermato in tempi recenti il segretario dei trasporti, Jean-Baptiste Djebbari.

Secondo fonti attendibili questo dovrebbe portare a breve al ritorno dei collegamenti sulla Parigi-Nizza e sulla Parigi-Tarbes che dovrebbero riaprire entro il 2022.

La conferma arriva anche dall'alto: "Stiamo per riqualificare i treni notturni", ha infatti dichiarato Emmanuel Macron martedì 14 luglio, il tutto in ragione del fatto che questo tipo di collegamenti consente di risparmiare denaro e ridurre le emissioni di CO2, con SNCF che conferma di essere "molto favorevole ai treni notturni", in attesa di istruzioni dallo Stato.

Se son rose fioriranno. L'aspetto più interessante è che la spinta verso un ritorno potrebbe venire dall'estero. In Francia guardano infatti con molta attenzione a quello che sta realizzando ÖBB con i suoi NightJet.

La speranza è che l'onda lunga coinvolga anche il nostro Paese portando al ripristino di tutti quei collegamenti capillari che una volta caratterizzavano le nostre linee ferroviarie, prima che se ne facesse polpette pensando troppo all'Alta Velocità.

E se sognare non costa nulla ci metteremmo volentieri dentro anche il servizio auto al seguito, anch'esso tristemente abbandonato fino alla completa sparizione. Con il paradosso che, ad oggi, gli unici treni che portano le auto in giro per l'Italia sono ancora una volta quelli austriaci delle ÖBB. O poco più.

Orario invernale Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia