Sul nuovo ponte di Genova costruito al posto del Morandi, si potrà andare dai dieci ai venti chilometri in meno rispetto a quest'ultimo.

Il tracciato della nuova strada è fuori norma e quindi verrà imposto il limite di 80 km/h, forse anche 70 km/h, a fronte dei 90 km/h consentiti sul predecessore. La criticità era nota sin dall'inizio a quanto pare, ma probabilmente per la fretta di ricostruire e l’esigenza di evitare vertenze legali non è stata presa in considerazione.

Il limite è imposto dalle disposizioni geometriche di costruzione delle strade previste dal DM Infrastrutture del 5 novembre 2001, essendo un tracciato interamente di nuova costruzione. Il ponte sul Polcevera è stato realizzato ricalcando il vecchio rettilineo del Morandi, intramezzato da curve strette, che però risaliva al 1967 e quindi non poteva seguire le recenti regolamentazioni.

Secondo il succitato Decreto Ministeriale la nuova opera dovrebbe, invece, rispettare parametri precisi tra la lunghezza dei rettilinei e i raggi delle curve, in modo tale che i primi non siano troppo lunghi e le seconde siano molto dolci. Per porre rimedio è stato previsto invece di abbassare il limite di velocità.

Le irregolarità secondo quanto riportato dai media in questi giorni, sarebbero sfuggite nella fase di progettazione realizzata da Italferr, parte del Gruppo Ferrovie dello Stato, ma già a febbraio dello scorso anno la stessa azienda le aveva segnalate al Consiglio superiore dei Lavori pubblici che però scelse di non prendere una posizione limitandosi a prescrivere che l’asfalto fosse ad alta aderenza.

Il progetto prevedeva già un limite di 80 km/h e un sistema fisso di controllo della velocità. Va detto che l'argomento viene visto con molta lucidità dai genovesi per larga parte dei quali è stato più intelligente avere questi limiti ma poter contare subito su un ponte piuttosto che dover attendere anni per qualcosa di più rispettoso delle recenti e più stringenti normative.

In serata arriva poi la replica di Italferr.

"La progettazione del ponte è stata portata a termine nel pieno rispetto delle normative vigenti, ed in piena consapevolezza dei vincoli esistenti sul tracciato e dei vincoli costruttivi e degli effetti di tali vincoli sugli elaborati progettuali.
Tali vincoli, legati a esigenze espresse dalla Struttura commissariale, tese in primo luogo a garantire il ripristino della viabilità dell'area nei tempi più ridotti possibile, contemperando il rispetto delle norme, non hanno comunque impedito il potenziamento della sicurezza e il miglioramento delle caratteristiche prestazionali generali dell'opera".

In particolare, "stante la scelta di ricalcare il tracciato del viadotto preesistente - si legge nella nota -, si segnala come le caratteristiche del nuovo viadotto, a fronte di una modestissima riduzione della velocità di percorrenza, siano portatrici di un aumento della sicurezza legato principalmente all'inserimento delle corsie di emergenza, all'allargamento in curva per miglioramento visibilità, all'allargamento dello spartitraffico, all'apposizione di barriere a norma, all'utilizzo di asfalto ad alta aderenza e all'illuminazione sull'intero tracciato". 

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