Riguardo alla notizia del veto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli per la realizzazione del Murales di Jorit dedicato a Pino Daniele, sulla facciata di “Palazzo Alto” della Stazione Centrale di Napoli arriva la precisazione di FS Sistemi Urbani e Grandi Stazioni Immobiliare.

“Ha destato stupore la notizia del veto della Soprintendenza che impedirebbe a Jorit, artista di fama internazionale, di disegnare sulla facciata del grattacielo che dalla stazione di Napoli Centrale si affaccia su Piazza Garibaldi, un enorme volto di Pino Daniele”, si legge nel comunicato.

“Le società FS Sistemi Urbani e Grandi Stazioni Immobiliare, che la settimana scorsa hanno siglato un accordo con la Fondazione Jorit per consentire la realizzazione del murale, in collaborazione con l’Ente Pino Daniele Trust Onlus, dopo avere appreso da alcuni quotidiani del possibile impedimento hanno effettuato accurate verifiche per accertare che nessuna irregolarità fosse stata commessa”, continuano.

Considerando quanto si legge nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, che identifica come patrimonio culturale “Le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico” e “che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni», sembrerebbe che anche l’edificio della Stazione possa rientrare nel novero dei beni disposti a tutela.

“Tuttavia, una sentenza del Tar del 2006, confermata nel 2007 da analogo pronunciamento del Consiglio di Stato, libera, di fatto, quell'edificio da qualsiasi provvedimento restrittivo”, spiegano da Ferrovie. “La Stessa Soprintendenza, con una nota trasmessa nel 2016 alla società Grandi Stazioni ha espressamente riconosciuto che, alla luce di tali sentenze, l’immobile in questione non è soggetto a disposizioni di tutela diretta ai sensi del vigente Codice dei Beni Culturali.

I vertici delle due società, che hanno sempre operato nel massimo rispetto delle procedure, si dicono comunque disponibili a dialogare e collaborare con la Soprintendenza per chiarire qualsiasi eventuale dubbio residuo”, conclude la nota.

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