Polemiche a Napoli per il murales di Jorit da dedicare a Pino Daniele in Piazza Garibaldi ce ne erano state da subito.

Oggi poi, dopo l’accordo siglato tra Jorit e i dirigenti del Gruppo FS, si scopre che il “Palazzo Alto” della stazione di Napoli è considerato patrimonio architettonico della città e come tale sottoposto a vincolo della Soprintendenza dal 2004.

Il veto della Soprintendenza ha provocato non pochi imbarazzi tra Grandi Stazioni e la Pino Daniele Trust onlus, i quali, evidentemente, suggellato l’accordo con Jorit, erano del tutto all'oscuro del vincolo architettonico imposto.

“Dopo mille battaglie e anni di attesa per la rinascita dall'area a ridosso della stazione centrale – commentano i fondatori del Comitato Orgoglio Vasto – la notizia di dover ospitare nel nostro quartiere un progetto tanto importante per risonanza e per valore simbolico ci sembrava un sogno a occhi aperti. Abbiamo accolto con stupore e frustrazione la notizia del veto istituzionale arrivata stamattina.

Ci sembra paradossale che la Soprintendenza si ricordi soltanto oggi del famigerato “Palazzo Alto” di piazza Garibaldi, sono anni che denunciamo il degrado disumano che circonda l’edificio sottoposto a vincolo architettonico, oltretutto la facciata dove dovrebbe sorgere il volto dell'indimenticato Pino è da tempo immemore occupata da giganteschi cartelloni pubblicitari che di certo stridono più di un’eventuale opera d’arte. Se proprio ci tenevano e volevano esaltarne le qualità non avrebbero mai permesso speculazioni pubblicitarie. Ci sembra dunque un veto strumentale, oltre che premeditato.

Riteniamo l’opera di Jorit una grande opportunità di rilancio per un territorio assai delicato che subisce da decenni abusi e indifferenza, con cantieri eterni e un abbandono istituzionale che hanno soffocato l’economia e umiliato la vivibilità dei cittadini. Qualcuno viene a raccontarci che le opere di street art servono solo alle zone degradate che necessitano di una riqualificazione urbana: ebbene – continuano i membri del Comitato – quale zona più del Vasto merita questa riqualificazione?

Il quartiere ha accolto la notizia del murales con grande entusiasmo e speranza e siamo convinti che la stragrande maggioranza dei napoletani sarebbe dalla nostra parte. Speriamo che la Soprintendenza possa trovare un accordo e superare l’impasse – conclude il Comitato – Pino Daniele merita questo tributo in una delle piazze più belle e frequentate della città”

Tra i primi a manifestare dissenso nei confronti del murales, l’architetto Antonio Martiniello, che sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno spiega tutte le sue perplessità nei confronti del progetto voluto e promosso dai responsabili del Gruppo FS Italiane e dalla Pino Daniele Trust, onlus fondata dal figlio dell’artista partenopeo.

“Quello che metto in discussione – commenta Martiniello – è la scelta del luogo: la street art attira l’attenzione su zone di degrado di cui la città facilmente si dimentica. È un efficace discorso di rigenerazione urbana, qui, invece, parliamo di un’architettura moderna, in ottime condizioni, con una splendida facciata a nido d’ape che richiama il concetto alla base della grande cascata vanvitelliana alla Reggia di Caserta, dove l’acqua veniva interrotta da scaglie di terracotta colorata che creano effetti iridescenti.”

Prosegue Martiniello: “Pensiamo a Palazzo Donn’Anna. Ci fareste un murales sopra? È chiaro che non è la stessa cosa, ma per quanto riguarda Piazza Garibaldi si tratta di sicuro di un edificio architettonicamente valido, un bell'esempio del suo tempo. Per questo mi chiedo: ma dov'è la sovrintendenza? Come si può approvare questo progetto?”

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