Le indagini sull'incidente del Frecciarossa a Livraga si avviano verso la chiusura.

Secondo Il Giorno la Procura di Lodi avrebbe pochi dubbi sulle cause del disastro del 9595, Milano-Salerno, deragliato a 290 chilometri all’ora il 6 febbraio scorso alle 5,35 e costato la vita ai macchinisti Mario Dicuonzo e Giuseppe Cicciù.

Indagate, per ora, ci sono 18 persone con ipotesi di reato a vario titolo per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni: si tratta di 5 operai di Rfi, l’ad di Alstom Ferroviaria Michele Viale, i vertici di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), compreso l’ad di Rfi Maurizio Gentile, e i responsabili Alstom Ferroviaria dello stabilimento di Firenze. ​Oltre alle due società (Rfi e Alstom Ferroviaria) per la legge sulla responsabilità amministrativa.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, per gli inquirenti lodigiani a causare il deragliamento sarebbero stati uno scambio difettoso prodotto da Alstom Ferroviaria a Firenze che, in fase di montaggio, sarebbe rimasto in posizione di "deviata" quando i treni in transito sulla linea avrebbe dovuto procedere a "dritta", e un "errore umano" causato dai cinque operai di Rfi che poche ore prima dell’incidente erano intervenuti per la sostituzione di un attuatore proprio sullo scambio ‘incriminato’, un errore consistito nella mancata verifica "a vista" della corretta posizione dello scambio da parte di chi ha operato sul meccanismo al posto di movimento di Livraga.

Adesso sarebbero al vaglio i diversi aspetti e le singole responsabilità che sono in fase di valutazione in procura a Lodi, dove da pochi giorni è ripresa l’attività di analisi della documentazione raccolta su indicazione del procuratore di Lodi Domenico Chiaro.

Nel frattempo è notizia che circola negli ambienti ferroviari che la parte non demolita dell'ETR 400 coinvolto dovrebbe rientrare negli stabilimenti Bombardier di Vado Ligure per un probabile ripristino. 

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