Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop” la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana.

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Partiamo!

TOP - Nuova app Trenitalia

Chi si ferma è perduto, anche per quanto riguarda la tecnologia.

Da lunedì 22 giugno sarà disponibile per dispositivi Android ed iOS, la nuova applicazione di Trenitalia con tante interessanti novità.

La prima sarà il self check-in, che servirà a comunicare la propria presenza a bordo del treno, evitando il passaggio continuo dei controllori di bordo limitando al minimo i contatti. La nuova app di Trenitalia permetterà anche di vedere, in tempo reale, la disponibilità aggiornata dei posti a disposizione su tutti i suoi treni.

Un algoritmo suggerirà, con tre diversi colori (rosso giallo verde), l’andamento delle disponibilità su ogni treno fino ad esaurimento delle disponibilità. Questa funzione sarà importante soprattutto per gli oltre 6000 treni regionali attivi ogni giorno. I passeggeri, in base alle prenotazioni visibili sull'app, potranno scegliere di viaggiare su un treno meno affollato e con maggiore distanziamento.

Un bell'esempio di come le difficoltà che comporta il post-pandemia siano state sfruttate per offrire all'utenza un servizio gratuito, tecnologico e all'avanguardia per rendere l'utilizzo del treno più facile ed immediato.

Inoltre, altra novità interessante, si potrà pagare il biglietto (fino ad un massimo di circa 13 euro) anche con il credito della propria carta sim. 

Insomma, non c'è più motivo di fare la coda in biglietteria, con tutte le perdite di tempo annesse. Trenitalia, su questo, si è fatta molto ma molto smart. Aspettiamo di vederla con i nostri occhi e di confermare la sensazione positiva ma stavolta vogliamo premiare "sulla carta". Bravi, top!

FLOP - La malapolitica del Frecciarossa

La Freccia si è spuntata, verrebbe da dire: se, come vorrebbero molti rappresentanti politici locali, la Freccia fermasse in ogni paesello sperduto, ci troveremo di fronte non più l'ammiraglia della flotta Trenitalia, bensì l'ultimo dei regionalini "raccatta-tutto". Peccato che il Frecciarossa sia studiato per correre sull'AV! 

Un intere classe politica - da nord a sud, da destra a sinistra - si sta quotidianamente coprendo di ridicolo chiedendo la fermata del Frecciarossa (e a dirla tutta anche di Italo) nella stazione del proprio comune, a prescindere dalla reale necessità della stessa.

Luoghi improbabili di solito, con un bacino di utenza quasi inesistente e attrattive turistiche di livello da sagra paesana se non inferiore.

Niente in contrario alle sagre paesane, sia chiaro, ma adesso non è che tutti possono pensare di essere in diritto di avere una fermata del Frecciarossa solo perché va di moda!

Del resto non siamo rimbambiti, abbiamo capito benissimo come funziona ed è possibile che in qualche caso a livello di pubblicità abbia anche dato i suoi frutti.

Il consigliere comunale chiede a mezzo stampa la fermata del Frecciarossa: come minimo ci guadagna un titolo sul giornale locale, portandosi così a casa così la spilletta di paladino della mobilità sostenibile di tutta l'area e probabilmente pure qualche voto in più alle prossime elezioni.
Ma è davvero necessario? No, anzi, è sinonimo di come molti politici locali cerchino più un facile consenso che la risoluzione costruttiva alla questione della mobilità. Malapolitica, insomma, per usare una parola sola.

Altrimenti anche noi della redazione di Ferrovie.Info al prossimo giro chiederemo una fermata del Frecciarossa proprio sotto i nostri uffici. Scriveremo di noi stessi e ci daremo un top la prossima settimana. 

E invece non ci siamo. Il Frecciarossa può anche fermare fuori dalle metropoli, ma in quelle aree dove ci sia una vera necessità sociale e turistica, non in ogni paesello.

Non ci siamo, flop indistinto a tutti, nessuno escluso.

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