Che spesso il trasporto regionale siciliano sia anacronistico, non modernamente gestito e poco razionale sembra essere una verità difficilmente scardinabile, ma che al peggio non c’è mai fine… quello è assodato.

Esponiamo i fatti. A causa di lavori tra le stazioni di Alcamo Diramazione e Salemi la circolazione dei treni da Piraineto a Castelvetrano sarà interrotta dal 01/07/2020 al 19/09/2020, rimanendo attiva la relazione Trapani-Castelvetrano e le corse non effettuate saranno espletate con bus sostitutivo.

Ora, anche senza fare ragionamenti troppo complicati, alcuni fatti avrebbero dovuto portare a una più o meno razionale serie di considerazioni:

  • Il servizio regionale avrebbe potuto essere limitato a Castellammare del Golfo
  • La possibilità (secondo fascicolo di linea) di poter giungere fino a Palermo C.le con i mezzi Diesel avrebbe reso l’offerta più appetibile
  • Il servizio avrebbe potuto essere occasione di rilancio per il turismo dei comuni coinvolti, che dopo l’emergenza Covid-19 non hanno certo bisogno di essere ancora più penalizzati nei trasporti
  • Il servizio avrebbe aumentato la frequenza del Passante
  • Con opportuna fermata a Piraineto sarebbe stata occasione di collegamento con l’aeroporto
  • Con la chiusura dell’anello si sarebbe potuto utilizzare qualche Minuetto Diesel (misteriosamente scomparsi dalla linea dal 2015 e ricomparsi a Ragusa) e i ricoveri per il materiale precedentemente utilizzato per quel servizio
  • Con opportune convenzioni e navette bus dalle stazioni verso le mete limitrofe più gettonate si sarebbe reso più interessante l’uso del treno anche per il turismo interno
  • Con l’istituzione del treno Punta Raisi-Cefalù si sarebbe potuto avere un collegamento diretto con la Palermo-Messina

È ovvio che tali semplici considerazioni siano così sottili e acute da risultare invisibili ai più. Invece ci ritroviamo con un bus da 50 posti ad orari improponibili, una percorrenza che sfiora le sei ore, la fascia costiera scollegata per l’estate e una provincia tagliata fuori dalla mobilità sostenibile in un periodo particolarmente impegnativo come il post pandemia.

Una linea che sembra essere invisibile alla politica provinciale, antipatica al trasporto su gomma e ignorata dai cittadini che non posso impiegare sei ore per 70 km in linea d’aria.

Una linea martoriata, priva di rotabili moderni, invasa da automotrici con prestazioni non sufficienti, assenza di regionali veloci e mutilata di una sua importante diramazione (la via Milo) dal 2013.

Comitati pendolari? Trenitalia? Regioni? Battete un colpo. E buona ferrovia, Trapanesi!

Testo e foto di Vito Manno

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