Nel mio girovagare quotidiano tra fascicoli di linea e foto ferroviarie, mi sono imbattuto in una piccola modifica che, con tutti i "se" e i "ma" del caso, potrebbe essere la chiave di volta per l'appetibilità di una linea ''morta per metà'' come la Palermo - Trapani.

Mi riferisco alla possibilità a partire da Luglio di far circolare sul tratto di linea compreso tra Carini e Palermo C.le i mezzi a trazione termica! Andiamo per gradi.

La linea Palermo - Trapani ha subito un vistoso restyling nel tratto compreso tra Palermo C.le e Punta Raisi, con il completo raddoppio e l'elettrificazione (ndt Passante di Palermo). L'elettrificazione con singolo binario si ferma qualche chilometro dopo, a Cinisi-Terrasini, dopodiché ci sono 165 km di linea sottoutilizzata, con tempi di percorrenza cosmici, rallentamenti, una sessantina di passaggi a livello e la sola presenza di ALn 668 (in barba ai passeggeri con mobilità ridotta o a chi più semplicemente non può scalare i gradini dell'automotrice dalle banchine rasoterra delle stazioni).

Ma 190 km di linea sono percorsi con una media che spazia tra le quattro e le cinque ore. Sì, avete letto, bene. Com'è possibile? E qui arriva il motivo di questo articolo! Per problemi ad alcune gallerie nel passante non è stato possibile, dalla riapertura della linea (chiusa dal 2015 al 2018), far transitare i mezzi termici costringendo ad un cambio a Piraineto col servizio metropolitano di Palermo.

Con questa novità, forse è tornato finalmente l'onore di avere un treno che giunge fino a Palermo C.le con grande risparmio di tempo?

La questione della ''rottura di carico'' potrebbe essere risolta ma di sicuro non quella dovuta alla cattiva gestione della linea: assenza di regionali veloci, di Minuetto Diesel e tracce al limite della razionalità rendono ancora la tratta poco appetibile, una linea che collega due aeroporti (Punta Raisi e Birgi), 3 porti (Palermo, Trapani e Marsala) un interporto (Alcamo Diramazione, ormai morta e sepolta) e località turistiche e balneari tra le più apprezzate, con un dirottamento dei passeggeri quasi esclusivamente su gomma o mezzo privato.

Alcuni potrebbero dire che la soluzione sarebbe la riapertura della linea diretta ''Via Milo'' che permetterebbe la percorrenza tra Trapani e Palermo in meno due ore... ma la differenza tra più o meno due ore e e 4-5 ore la danno 70 km di linea in più? Ai lettori lasciamo le considerazioni.

Testo e foto di Vito Manno

Orario invernale Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia