Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop” la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana.

Diteci la vostra sulla nostra Pagina Facebook.

Partiamo!

TOP - Green Deal e rilancio dei treni internazionali

Siamo come San Tommaso: se non vediamo, non crediamo. E sapete anche che siamo piuttosto scettici ai proclamoni della politica, spesso buoni più per raccattare una manciata di voti che per mettere le base seriamente a qualcosa di concreto.

Stavolta, però, ci vogliamo credere un po' di più rispetto al solito.

Ventiquattro paesi europei hanno concordato il 3 giugno, di lavorare insieme sul trasporto ferroviario internazionale e renderlo “un’alternativa interessante” sulle distanze dove attualmente non è competitivo.

I ministri dei trasporti e delle infrastrutture di tutta Europa hanno dichiarato di voler costruire un “programma per il trasporto ferroviario internazionale dei passeggeri”.

Tutti i membri dell’UE, a parte le nazioni insulari Cipro e Malta, l’Estonia, nonché il detentore della presidenza di turno del Consiglio, la Croazia, hanno firmato l’impegno in vista della riunione del consiglio dei trasporti che è iniziato giovedì 4 giugno. Anche la Svizzera che non appartenente all’UE ha aderito all’invito.

Secondo la lettera congiunta inviata al capo dei trasporti dell’UE Adina Vălean, “il trasporto ferroviario internazionale di passeggeri non sta attualmente sfruttando il suo potenziale all’interno dell’UE. I mercati ferroviari nazionali sono molto più sviluppati”.

La fase finale di una Pandemia potrà non essere il momento migliore per fare il punto sui treni internazionali, ma al momento la situazione è piuttosto desolante: i treni internazionali crescono poco o niente ogni anno (laddove non diminuiscono) e anche nella nostra Italia ne sono rimasti pochissimi rispetto agli anni passati, dei quali solo uno che arriva fino a Roma.

Rimane piuttosto incredibile credere che all'interno di una zona a libera circolazione (in tempi normali, non in questi ultimi di Pandemia) come quella Schengen ci siano così pochi treni internazionali a disposizione dei passeggeri europei.

Il dramma del Coronavirus e le conseguenti limitazioni al traffico aereo (intrinseche o estrinseche) potrebbero dare modo al traffico ferroviario di guadagnare nuovamente quota: noi ce lo auguriamo e per il momento plaudiamo di cuore a questa attenzione rivolta dai governanti dei paesi europei verso il traffico passeggeri su rotaia.

Se però tutto questo non si trasformasse in qualcosa di concreto diventerebbe definitivamente un flop.

FLOP - Trenord e bici

Inizialmente pensavamo di aver letto male. Poi abbiamo pensato ci fosse un errore nell'articolo. Invece era tutto corretto e tutto -grammaticalmente- giusto: basta bici sui treni Trenord. Nel 2020, in uno stato europeo, si vieta il trasporto delle biciclette (il mezzo green per eccellenza) sui treni (altro mezzo super green). 

Questo perché nei giorni scorsi si sono registrate troppe biciclette a bordo dei treni, tanto da rendere impossibile garantire la sicurezza e le norme sul distanziamento. 

Così Trenord ha disposto il divieto di portare bici in carrozza. Resta consentito il trasporto di biciclette pieghevoli, monopattini e mezzi simili non ingombranti, con dimensioni non superiori a 80x120x45cm, e riposti in modo da consentire l'accesso, la movimentazione e la disposizione dei passeggeri in sicurezza a bordo treno. 

I quotidiani hanno così riportato: "durante il periodo dell'emergenza sanitaria, in particolare negli ultimi giorni dopo il lockdown, il fenomeno dei riders metropolitani ha raggiunto livelli numerici insostenibili a ogni ora del giorno. Si verificano veri e propri "assalti ai treni" con centinaia di biciclette, che pregiudicano la sicurezza dell'esercizio ferroviario e rendono impossibile il mantenimento delle distanze imposte per il post-Covid19 fra i posti disponibili - il 50% di quelli a sedere, il 15% di quelli in piedi - durante la corsa, la salita e la discesa dai convogli e gli spostamenti in carrozza".

Qui i problemi sono due: la situazione dei rider metropolitani e l'impossibilità assurda di poter portare una bici su un treno; andateglielo a dire a tedeschi o austriaci che nel nord Italia non si possono portare le bici sui treni, vedrete le risate! Tedeschi e austriaci hanno centinaia di carri e carrozze appositamente adibite al trasporto biciclette, anche sui treni a lunga percorrenza.

Ma il guaio non sono i rider, che sono persone sottopagate che cercano semplicemente di portare a termine il loro lavoro con i mezzi di cui dispongono. La vera rabbia è la pressoché totale assenza di regolamentazione per questa categoria, che vive in un limbo giuridico che non ne tutela i diritti e la professionalità e che costringe loro a lavorare nel più totale precariato.

Indirettamente, questa de-regolamentazione è anche concausa dell'assalto sui treni e del conseguente stop al trasporto bici.

Noi ci arrabbiamo e speriamo che il blocco possa venire ritirato quanto prima, anche se plaudiamo al tentativo di Trenord di metterci una pezza garantendo comunque il trasporto su alcuni convogli. Per ora, nonostante questo, è flop!

Orario invernale Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia