Finiti i test in Germania dei Coradia iLint, Alstom guarda alla sperimentazione in Italia.

Nell’impianto di Savigliano, uno degli 8 impianti italiani del colosso francese, lavorano circa mille persone. “È il nostro fiore all'occhiello — conferma il presidente e CEO Michele Viale —. Un centro di eccellenza per treni Pendolino, tecnologia nata qui negli anni ‘70, e appunto regionali come i Coradia Stream Pop, la terza generazione arrivata dopo i Minuetto e Jazz”.

A Savigliano — oltre alle linee produttive che hanno sfornato la bellezza di circa 600 convogli regionali e 500 Alta velocità — si fa progettazione e manutenzione: la sala dotata di una saldatrice virtuale 3d gode di una fama capace di valicare i confini piemontesi. “Savigliano ha una capacità di saturazione importante, abbiamo in essere un contratto quadro per fornire 150 treni regionali Coradia Stream Pop a Trenitalia, ospiteranno fino a 321 posti a sedere e 8 sono destinati proprio al Piemonte — spiega Viale —. E poi 31 treni regionali Coradia Stream per FNM, in Lombardia, con l’opzione di acquisto di altri 30 mezzi”.

I ritmi di produzione sono di circa 6 mezzi al mese, sostenuta da una nutrita filiera italiana di fornitori, “ma in futuro vorremmo essere presenti con investimenti di player italiani perché rappresentano un volano per quel sito”. “Abbiamo poi realizzato sviluppi applicativi con il Politecnico di Torino per il Coradia Stream e per le future generazioni del pendolino, ci sono infatti gare interessanti a cui stiamo guardando”.

Non solo nel nostro Paese. A gennaio è stato rinnovato il contratto per la manutenzione dei 56 treni superveloci utilizzati sulla costa occidentale britannica da Avanti, joint venture tra Firstgroup e Trenitalia, mentre solo pochi giorni fa, sono terminati i test in Germania dei Coradia iLint, i primi treni a idrogeno, il cui collaudo è durato 530 giorni e 180 mila chilometri.

“Abbiamo firmato un’intesa per fornire due land tedeschi di 40 treni a celle combustibili la cui unica emissione sono vapore e acqua di condensa — sorride ancora il ceo —. Stiamo cercando alcune regioni propense a portare avanti questa soluzione: in Italia c’è sicuramente interesse, visto anche il 30% di tratte non elettrificate lungo la Penisola”.

I Coradia iLint necessitano di una filiera di terra per l’idrogeno, che deve essere integrata sul territorio perciò Alstom sta lavorando a delle partnership in modo da far viaggiare i suoi convogli verdi in Italia per il 2022-23. “Ma se troviamo progetti pilota con le regioni, possiamo anticipare i tempi.

Coradia iLint è progettato e sviluppato in Germania, se il progetto verrà implementato nel nostro Paese, Savigliano è perfetto per la customizzazione di questo tipo di treni, assemblato con il supporto dei tedeschi”.

L'articolo integrale su Il Corriere della Sera.

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