La giornata di ieri ha consegnato, come abbiamo visto, una nuova coppia di Frecciarossa per Cassino e Frosinone ma soprattutto una nuova stazione AV sulla Roma – Napoli a Ferentino.

Se in Ciociaria si è accolta la notizia con ovvio entusiasmo, musi lunghi si sono registrati invece nel viterbese, dove si sperava di ricevere notizie altrettanto positive. Inutile dire che sull’argomento si sono scatenati non solo i media locali ma anche la politica con interventi, soprattutto da una delle due parti, tanto scomposti quanto privi di solide basi.

In realtà, parlando dal punto di vista puramente ferroviario, la scelta della nuova stazione AV di Ferentino e della fermata delle Frecce a Frosinone e Cassino un senso decisamente lo ha.

Per prima cosa va detto che la fermata dei treni veloci in Ciociaria non esclude un intervento analogo anche a Orte, come ha giustamente sottolineato il primo cittadino della città viterbese Angelo Giuliani.

Per quanto riguarda la stazione AV, invece, le motivazioni che spingo a pensare che Regione e RFI abbiano agito correttamente sono da ricercare altrove, ossia nei servizi e nelle infrastrutture attualmente presenti nelle due zone del Lazio.

Al momento il frusinate è sostanzialmente del tutto scollegato da qualsiasi infrastruttura ferroviaria degna di questo nome. Il capoluogo della Ciociaria è unito a Roma tramite la “Cassino”, ma si tratta di una linea vecchia, tortuosa e che ha dei tempi di percorrenza troppo lunghi per essere considerata competitiva.

Tanto per essere chiari, Roma e Frosinone sono ferroviariamente distanti circa 85 chilometri con un Intercity che copre la tratta in 65 minuti. Per contro, Roma e Orte sono distanti circa 67 chilometri e lo stesso Intercity le unisce in 38 minuti grazie alla Direttissima.

La situazione rimane invariata a favore di Orte anche se si analizzano i servizi. Sulla Direttissima Roma – Firenze viaggiano ogni giorno una media di circa 270 treni AV, tutti che potenzialmente potrebbero effettuare sosta nella stazione al confine con l’Umbria. Viceversa sulla Roma – Napoli, la stazione di Frosinone potrebbe avere questa opportunità con circa 170 treni, un numero decisamente inferiore. Il tutto tralasciando il fatto che mentre la sosta a Orte comporterebbe una deviazione di pochi minuti, lo stesso non si potrebbe dire per Frosinone che ha le interconnessioni piuttosto lontane.

Del tutto fuori luogo, poi, è la lamentela di coloro che si struggono per non aver ottenuto la nuova stazione AV sulla Roma – Firenze. Chi conosce la Direttissima sa bene che tra Roma e Orte una nuova fermata sarebbe completamente inutile, viste le zone attraversate e che potrebbe risultare invece sensata in località come Chiusi o Arezzo, ben al di fuori della Regione Lazio.

Tutto questo rende palese il fatto che il territorio del viterbese è attualmente più favorito rispetto a quello ciociaro, il che, sia ben chiaro, non significa che anche a nord di Roma non sia necessario mettere in campo degli investimenti su servizi e infrastrutture.

Piuttosto che lamentarsi di quanto accaduto ieri, rispetto al quale non c’è davvero alcun motivo di farlo, la politica viterbese dovrebbe invece cercare di portare a casa risultati più utili al territorio.

Tra questi un paio di fermate ben calibrate a livello di orari di Frecce a Orte, il ripristino della linea Orte – Civitavecchia, il raddoppio completo della Viterbo – Roma FL3 e la sistemazione una volta per tutte della Roma Nord ATAC. Il resto è solo inutile campagna elettorale.

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