Nuove indiscrezioni su come viaggeremo sui treni nel prossimo futuro.

Le rilancia Il Corriere della Sera nella sua edizione odierna. Secondo il quotidiano, il trasporto ferroviario nella «fase 2» procederà su due fronti. Il primo, quello dell’Alta Velocità e degli Intercity, proseguirà con le misure già introdotte come la prenotazione «a scacchiera» dei posti: nelle coppie di sedili quello di fianco resta vuoto, mentre nei moduli da quattro i viaggiatori potranno acquistare soltanto quelli agli estremi.

Diverso è il ragionamento sui treni locali che dovranno tenere conto — spiegano dalle società di trasporto — degli orari di ingresso negli uffici, oltre che dei flussi al netto dello smartworking e di chi opterà per l’auto.

In Ferrovie dello Stato una delle idee è quella di aumentare le carrozze così da permettere alle persone di posizionarsi in quelle meno affollate, rispettando il distanziamento sociale. Resteranno anche i dispenser di disinfettante. Ma sia Ferrovie dello Stato sia Trenord sottolineano che sarà fondamentale la collaborazione dei viaggiatori. Non solo. Saranno definite anche le modalità su come poter salire a bordo in sicurezza e studiati, assieme ai gestori delle stazioni, dei percorsi nelle strutture per facilitare l’ingresso sui convogli (non è esclusa la separazione dei flussi in entrata da quelli in uscita).

Per ridurre il rischio contagio in ogni caso bisognerà indossare le protezioni individuali. A livello europeo inoltre si ragiona sull’installazione di barriere in plexiglas o tendine di stoffa.

Curioso il fatto che il mondo della ferrovia sia andato negli ultimi anni sempre più verso le composizioni bloccate mentre ora sarebbe utilissima quella flessibilità che una volta era possibile semplicemente aumentando il numero delle carrozze. 

Il futuro dei binari deve forse ragionare anche su questo aspetto.

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