Una cosa è certa, il trasporto pubblico deve cambiare.

Per questo motivo nella giornata di ieri si sono tenute riunioni e confronti in videoconferenza da e con il Palazzo della Regione Lombardia per capire come riorganizzare il settore in vista della ormai prossima Fase 2. Ai tavoli virtuali con la Regione hanno preso parte le associazioni che riuniscono le aziende del trasporto pubblico, Asstra e Agens, le aziende stesse e i sindacati.

Asstra e Agens hanno sottolineato che sarà possibile evitare affollamenti sui mezzi pubblici solo se si provvederà a cambiare significativamente gli orari delle attività produttive e commerciali così come quelli degli uffici e dei servizi pubblici.
Altro aspetto da rivedere è quello dei controlli, visto che le aziende di trasporto pubblico non hanno la competenza di monitorare e sanzionare chi eventualmente non rispetti il mantenimento della distanza sicurezza a bordo, nelle stazioni e alle fermate o chi non indossi la mascherina. Per questo motivo Comune di Milano e Regione chiedono più fondi a disposizione.

Dai confronti di ieri è emersa inoltre, ovviamente, la necessità di valorizzare una nuova fascia oraria sia per i treni regionali e le corse extraurbane sia per il servizio cittadino, a partire da quello che dovrà offrire Atm a Milano. La fascia oraria da prendere maggiormente in considerazione è ovviamente quella tra le 10 e le 16, quella che nell'epoca pre-Coronavirus era considerata "morbida" per i pochi affollamenti. Gli orari di imprese, uffici, negozi e servizi dovranno essere riprogrammati in modo da consentire spostamenti spalmati il più omogeneamente possibile lungo l’arco della giornata, evitando concentramenti solo nella fascia 7/9.

La seconda evidenza emersa ieri riguarda proprio gli affollamenti. Si prevede che sui treni regionali, all’inizio della Fase 2, viaggerà non più del 30% dei pendolari che erano soliti viaggiare prima dell’emergenza, quindi circa 240.000 persone. La percentuale salirà all’80% solo alla fine della Fase 2 stessa.

Inoltre è probabile che per effetto del Covid-19 un buon 20% dei pendolari decida di smettere di usare i treni regionali e i mezzi pubblici in generale per evitare i rischi da affollamento.

Novità in arrivo anche sul fronte tecnologico, visto che Trenord svilupperà la propria App per smartphone per far sì che questa possa indicare al pendolare se il treno che sta aspettando è al limite della capienza consentita (30%) o se c’è ancora posto.

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