L'idea susciterà opinioni contrastanti ma stando a quanto riportato oggi da Il Messagger, ATAC punterebbe a tracciare i passeggeri di bus e metro, sfruttando i dati dei telefoni cellulari. Tutto il monitoraggio, naturalmente, sarebbe anonimo.

L’obiettivo è quello di evitare assembramenti e rimodulare il servizio in base ai dati che verrebbero forniti dalle compagnie telefoniche. Dove ci sono più passeggeri, lì verrebbero dirottati più mezzi evitando affollamenti e, per contro, mezzi semi-vuoti.

Il quotidiano romano spiega oggi che quando il lockdown sarà allentato, sia sui bus che in metropolitana gli ingressi saranno contingentati. Sugli autobus, l’idea è di far salire tanti passeggeri quanti sono i posti a sedere, sebbene facendo rispettare la distanza di un metro. Si renderebbe quindi necessario moltiplicare le corse, cosa al momento difficilmente sostenibile per ATAC.

Già di norma, in tempi pre-crisi, difficilmente si arrivava al 95% delle navette programmate. Aumentare ancora il servizio è impossibile. Per questo si punterebbe sulla tecnologia. Sfruttando il monitoraggio degli operatori telefonici, si potrebbe arrivare a un potenziamento mirato del servizio. Zona per zona, fermata per fermata. Grazie alla mappa delle celle degli smartphone “agganciate” vicino alle paline, nelle stazioni o a bordo dei mezzi pubblici.

Il progetto che sfrutta i «conta-telefonini», come lo chiamano all’ATAC, è stato discusso venerdì in una riunione con i tecnici della Mobilità del Campidoglio. Verrebbe attivato insieme ai conta-persone già installati su 500 bus e assicurerebbe un monitoraggio molto più largo: oltre a tutti i mezzi di superficie sarebbe estendibile anche alla metro e alle ferrovie urbane, dalla Roma-Lido alla Roma-Viterbo.

L'incognita sarebbero i tempi. Alcuni colossi della telefonia sono già stati contattati, l’obiettivo è testare la fattibilità pratica del progetto per arrivare a un accordo a inizio maggio. Un’altra ipotesi a cui si guarda per la fase 2 è la possibilità di far prenotare il posto sul bus tramite app.

Tutte idee condivisibili, sia chiaro, ma che forse suoneranno "improbabili" ai romani. Tutta questa svolta tecnologica, infatti, suona difficile da ipotizzare se si considera, tanto per dirne una, che il sito web dell'ATAC ad oggi non è ancora responsive per gli smartphone...

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