Tra le compagnie potenzialmente messe in crisi dal Coronavirus c'è senz'altro l'ATAC di Roma.

Una analisi sulla delicata situazione la fa nella giornata di oggi Il Messaggero. "Quando la crisi sarà finita, - scrive il quotidiano romano - ATAC rischia di trovarsi di nuovo a un passo dal crac: per evitarlo servono quasi 200 milioni di euro".

Secondo il giornale sarebbe questo l’importo calcolato nelle ultime ore dagli esperti della municipalizzata dei trasporti di Roma e si dovrebbe trattare di soldi veri, non anticipi di cassa come quelli ipotizzati fin qui dal Campidoglio.

Sarebbe l’unico modo per tenere in piedi il concordato fallimentare avviato due anni e mezzo fa e che ha evitato per un soffio la bancarotta a una società che nel ben o nel male occupa 11mila dipendenti e gestisce oltre 2mila mezzi tra bus, tram e treni.

Il motivo è presto detto. Causa Coronavirus le corse sono ridotte all’osso e di conseguenza è crollata la bigliettazione e 4mila dipendenti già stati messi in solidarietà. Una situazione difficilissima per una azienda che era appena riuscita a dare segni di ripresa.

"In questo quadro - conclude Il Messaggero - il rischio per i romani è che, al termine dell’emergenza, si ritrovino con i trasporti pubblici precipitati di nuovo sul ciglio del burrone finanziario".

"Le nostre forze non bastano - dice Paolo Simioni, Presidente e AD dal settembre 2017 -. Auspico quindi che il Governo, la Regione e Roma Capitale, ognuno per la propria parte, intervengano senza indugio".

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