A causa della pandemia da Coronavirus, dopo il Cgt che opera a Castagnola e Cravasco, altre aziende che operano nei cantieri del Terzo Valico si sono fermate o si fermeranno a breve.

Si tratta della Polistrade di Firenze, che opera a Moriassi e nel deposito di smarino di Voltaggio, e della Marcaferri di Bologna, attiva nel sito della Tre Colli di Carrosio. Entrambe, come il Ctg, hanno richiesto la cassa integrazione per tutti i loro dipendenti. Il motivo è come detto, il timore per la diffusione del Coronavirus, che nelle settimane scorse ha provocato la fuga di centinaia di operai dei cantieri verso il Sud.

Anche molte aziende dalle quali si riforniscono i sub appaltatori del Cociv hanno fermato l’attività, e tuttavia quest’ultimo ha però diffidato le aziende, sostenendo che l’attività deve andare avanti poiché gli operai, una volta finita la quarantena, possono fare ritorno al Nord.

C’è da aggiungere che risulta difficile controllare se nei cantieri del Terzo Valico le norme sulla sicurezza relative al Coronavirus siano rispettate o meno. Questo è probabilmente uno dei temi che dividono il consorzio e le aziende, oltre a chi si dovrà accollare eventuali penali che potrebbero essere richieste da RFI, committente dell’opera per conto dello Stato, in caso di ritardi nell'esecuzione dei lavori.

L’articolo integrale sull'edizione on line de La Stampa.

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