La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 21 persone, l’ex Ad di Bnl Fabio Gallia, altri 19 tra ex e attuali dirigenti e funzionari dell’istituto di credito e l’ex commissario governativo, legale rappresentante e amministratore unico di FSE Luigi Fiorillo.

Gli imputati rischiano un processo per i reati, a vario titolo contestati, di bancarotta fraudolenta impropria per effetto di operazioni dolose ai danni di Ferrovie del Sud Est e bancarotta fraudolenta preferenziale in favore di Bnl.

L’inchiesta è quella del crac della società di trasporti pugliese, commissariata dopo la gestione Fiorillo successivamente acquistata da FS. I fatti contestati risalgono agli anni 2009-2016, ma i reati di bancarotta ipotizzati sono datati 16 gennaio 2017, data di ammissione al concordato.

Nell’indagine della Guardia di Finanza, si ipotizza che le condotte dei funzionari dell’istituto di credito abbiano aggravato la situazione debitoria di FSE attraverso la concessione di finanziamenti, il mantenimento di linee di credito in favore della società in dissesto e l’assenza di controlli sulla destinazione delle somme erogate.

Stando all’ipotesi accusatoria, a garanzia della linea di credito FSE si sarebbe impegnata a cedere a Bnl l’intero importo dei corrispettivi maturati e maturandi dal contratto di servizio con la Regione Puglia e dai progetti di finanziamenti erogati dalla Regione o dal Ministero dei Trasporti, oltre all’importo che sarebbe derivato in caso di vittoria di un contenzioso con la Regione, per un totale di 93 milioni di euro.

Dal 2012, poi, i vertici Bnl avrebbero rimodulato i rapporti bancari a proprio favore, determinando il rientro della propria posizione in danno della massa degli altri creditori.

L'articolo integrale su la Gazzetta del Mezzoggiorno.it.

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