La causa dell'incidente del Frecciarossa è ancora avvolta dal mistero anche se qualche punto fermo inizia ad esserci.

Le domande che tutti si pongono e che ancora non trovano una riposta definitiva, le mette in campo questa mattina il Corriere della Sera

Il primo punto da cui si parte è però ormai una certezza. Secondo il quotidiano, "stando ai primi risultati dell’inchiesta, e alle procedure adottate da RFI, sembra che gli operai abbiano operato correttamente da un punto di vista procedurale quando hanno avvisato di aver disalimentato lo scambio e di averlo posto “in manuale” nella corretta posizione. Nel senso che le norme di regolazione della circolazione ferroviaria lo consentono".

"Quel che è incomprensibile - prosegue però il Corriere - è come nessuno si sia accorto che lo scambio non si trovava in posizione normale. E qui si arriva al mix di errori, quello meccanico e quello umano. Una ipotesi è che l’attuatore con i cablaggi montati al contrario possa aver “lavorato” alla rovescia: quindi spostandosi a destra quando i sensori indicavano sinistra. In questo modo si spiegherebbe come mai da Bologna i tecnici della centrale AV abbiano avuto il segnale dei sensori nella giusta posizione" mentre lo scambio era in realtà per la deviata.

Un guasto che però secondo il quotidiano "non escluderebbe del tutto la responsabilità degli operai. Se davvero l’attuatore funzionava al rovescio, perché nessuno ha controllato di persona lo scambio? Possibile che dopo la sostituzione di un pezzo così importante come l’attuatore nessuno degli operai fosse presente sul posto mentre lo scambio veniva manovrato per le prove tecniche? Le indagini puntano proprio su questo aspetto".

"Lo scambio una volta disalimentato visto che il problema elettrico non era stato risolto, sarebbe stato mosso in modalità “locale” (e non dalla centrale di Bologna) grazie al posto di movimento di Livraga. L’ipotesi è che quindi al momento della manovra nessuno si trovasse ancora sul luogo in cui si trova lo scambio – a circa 350 metri – per verificare visivamente la posizione degli “aghi”".

Secondo il Corriere "resta però un fatto: anche se le procedure potrebbero aver consentito in condizioni normali una manovra dello scambio senza controllo visivo, perché quella notte visto che si era registrata una grave anomalia non risolta nessuno ha controllato lo scambio? Uno dei primi sospetti degli inquirenti riguarda la pressione e la fretta con la quale gli operai manutentori sono costretti a lavorare sulla rete Alta velocità nel limitato spazio della chiusura notturna. Il fonogramma delle 4.45 arriva quindici minuti prima dell’effettiva riapertura della rete. Possibile che la fretta abbia giocato un ruolo in questa tragedia?".

Lo scopriranno gli inquirenti.

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