“L’entrata in servizio del nuovo treno “Caravaggio” da lunedì 3 febbraio sulla linea S11 Rho-Milano-Monza-Como non è la soluzione dei gravi problemi gestionali di Trenord, come invece appare dall'ottimismo sparso a piene mani dall'azienda”.

A parlare è Dario Balotta di Europa Verde secondo il quale: “non basta un nuovo treno per far ripartire Trenord e avere un servizio ferroviario decente: servirà attendere l’arrivo di alcune decine di treni e verificarne la piena affidabilità”.

“Ciò è vero - precisa Balotta - soprattutto alla luce del fatto che i treni precedenti - i TAF e i TSR costruiti da Ansaldo Breda (ora Hitachi) - sono stati consegnati con enormi ritardi rispetto ai programmi e hanno presentato diversi problemi tecnici all'inizio della loro attività, nonostante gli alti prezzi di vendita”.

Per lasciarsi davvero alle spalle tutti i problemi legati a ritardi, soppressioni, aria condizionata o riscaldamento guasti, porte rotte, sistemi di vendita dei biglietti inadeguati e iniqui quando non funzionanti, secondo il rappresentante di Europa Verde quello che occorre davvero è: “un cambio di passo nella gestione di Trenord: una nuova gestione che la proroga del contratto di servizio (con affidamento diretto) per altri 10 anni non assicurerà.

Per quanto riguarda la consegna dei 100 treni Caravaggio ordinati a Hitachi, è lo stesso fornitore ad aver affermato di avere una capacità produttiva fino a 2 treni al mese per la commessa di Ferrovie Nord: è pertanto realistico pensare che le consegne di tutti convogli possano avvenire in 6 anni e 2 mesi, cioè, se tutto va bene, entro febbraio del 2026”.

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