Tutti contro Regione Lombardia per i trasporti ferroviari.

Questa di oggi è stata la "giornata contro Trenord", e contro la decisione di Regione Lombardia di riaffidare alla compagnia ferroviaria il servizio di trasporto senza gara pubblica fino al 2030. Il risultato è una manifestazione davanti al Pirellone e 10 mila firme di cittadini, in gran parte pendolari.

Inutile dire che trasversale è anche il dissenso politico. Nei mesi scorsi il Partito Democratico aveva raccolto firme per denunciare la situazione anacronistica di alcune linee a binario unico in Lombardia, mentre Il Fatto Quotidiano aveva reso pubblico uno scambio di battute tra Paolo Grimoldi (parlamentare e segretario della Lega in Lombardia) e Roberto Anelli (capogruppo leghista al Pirellone) in cui il primo suggeriva al secondo di utilizzare i nuovi Caravaggio sulle linee maggiormente frequentate dai pendolari, e non su quelle «più sfigate», facendo gridare alle opposizioni che «per la Lega i treni sono merce elettorale».

Oggi, infine, il PD ha consegnato al governatore Attilio Fontana 10 mila firme raccolte in poco tempo mentre in tarda mattinata, numerosi cittadini si sono radunati in un presidio davanti alla sede della Regione, convocato da +Europa e Azione.

«Se venissero bandite gare veramente aperte, si stimolerebbe anche la nascita di nuovi operatori italiani, come avvenne con Italo Treno ai tempi della liberalizzazione delle tratte ad alta velocità.
Se Regione Lombardia bandisse una seria gara europea, quante nuove Italo nascerebbero per partecipare a questa gara? Ma anche: quante nuove Italo non nasceranno per via della scelta di non fare una gara?», si chiede Patrizia Baffi di Italia Viva, secondo cui «l'obiettivo è mettere in atto una virtuosa pressione popolare sulla giunta regionale, che può ancora decidere di bandire una gara pubblica».

«In Europa i pendolari hanno migliorato le loro condizioni di vita grazie alla messa a gara dei servizi ferroviari», afferma Michele Usuelli di +Europa - Radicali: «Abbiamo un anno prima della decisione definitiva di affidamento per altri 10 anni, senza gara, a Trenord. Questo deve essere l'inizio di una mobilitazione insieme ad altre forze politiche.
In Europa i pendolari possono iniziare a lavorare in treno, mettere la loro bici dentro un treno. Noi non abbiamo le basi: tra puntualità, soppressione dei treni e convogli come carri bestiame siamo a condizioni inaccettabili. Abbiamo 800 mila persone che usufruiscono del servizio, di cui la metà nelle ore di punta.
La Baviera, con più o meno la nostra rete ferroviaria, fa viaggiare tranquillamente un milione e 800 mila passeggeri al giorno».

«Il "benvenuto" di Regione Lombardia a inizio o fine giornata è la soppressione dei treni, da 22 a 93 al giorno. E nelle tratte a binario unico il 53% dei treni è in ritardo», snocciola i dati Usuelli: «E l'assessore Claudia Maria Terzi taglia i treni in Città Metropolitana per 3,4 milioni di euro destinandoli ad altri territori polemizzando col biglietto unico, che invece è a vantaggio dei cittadini che vivono nell'hinterland di Milano. Noi in Regione non riusciamo a sapere di chi è la colpa reale dei disservizi perché c'è un costante rimpallo di responsabilità».

A stretto giro arriva la risposta di Terzi. “La solita musica o, se preferite, un disco rotto! Oggi i due principali esponenti del PD lombardo hanno chiesto un appuntamento al governatore Fontana per consegnargli una raccolta di firme sui disagi riguardanti Trenord.
Il nostro presidente ha, come è nel suo stile personale e istituzionale, confermato la propria disponibilità al dialogo, ricevendoli. Peccato che tutto fosse finalizzato alla solita scenetta da ‘socialcabaret’, con i due ‘piddini’ all’esclusiva ricerca di costruire una polemica a uso e consumo dei loro profili social e quindi dei mass media. Zero idee, zero proposte concrete per cercare di migliorare insieme la situazione”.

“Entrando, poi, nello specifico – prosegue Terzi – ricordo che, per quanto riguarda un’eventuale gara per l’affidamento del servizio ferroviario, la stessa non solo non è sinonimo di efficienza, ma non troverebbe competitor che vi parteciperebbero. Del resto, lo stesso PD quando governa nelle altre Regioni procede per il servizio ferroviario con affidamenti diretti (come in Toscana) o con gare a cui partecipa un unico soggetto (come in Emilia Romagna)”.

“A chi si lamenta, invece, delle presunte, scarse risorse economiche a disposizione del trasporto pubblico locale milanese, rispondo che – conclude l’assessore Terzi – Regione Lombardia ha fatto e sta facendo il proprio dovere, con atti concreti e stanziamenti importanti (ovvero 400 milioni propri per le aziende di trasporto locale).
A tal proposito sto pensando di rendere la visita all’onorevole Peluffo e al consigliere Pizzul per chiedere di recarci insieme a Roma dal ministro dei Trasporti (del PD), Paola De Micheli, per fare in modo che anche li’ si passi dalla politica delle promesse a quella dei fatti. In subordine, potremmo andare insieme dai sindaci di Brescia, Bergamo, Varese, Mantova, Cremona e degli altri capoluoghi lombardi, per convincerli a cedere parte delle risorse previste per loro agli amici milanocentrici”.

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