Il secondo binario nel terminal di Prà nascerà ufficialmente mercoledì 29 con una cerimonia che sancirà l’inizio di un programma più ampio di potenziamento del terminal stesso.

Ricordiamo che di fatto il terminal è già attivo dalla fine di dicembre, ovvero in anticipo di due settimane rispetto alla previsione. Per l’inaugurazione ufficiale è comunque tutto pronto, ovvero per l’evento che “aspettiamo da quando è nato il terminal a Prà. Da 25 anni” dice Gilberto Danesi, manager di Psa, che per ottenerlo ha dovuto lottare per anni: “Il primo passo della cura del ferro è stato fatto, ma siamo solo all’inizio”.

Il secondo binario consente di aumentareanche de 50% le nostre prestazioni su ferrovia. È l’inizio di una crescita della capacità sui binari che sarà completata nel giro di qualche anno e che porterà benefici anche sul fronte ambientale”.

Meno tir sulle strade, più treni. Inoltre, per la Liguria e per la viabilità di Genova soprattutto, si tratta di un’alternativa per decongestionare le strade e per superare anche le difficoltà sulla rete autostradale. RFI, che ha realizzato l’opera, ha annunciato un investimento di 25 milioni di euro per la cura del ferro sul terminal di ponente e Psa ha già comprato le gru adatte per sfruttare al meglio il raddoppio del binario, investendo così altri soldi nel porto di Genova.

A settembre potrà già iniziare la piena operatività, che porterà le coppie di treni “dalle 12 attuali a circa 18-20”. Il raddoppio del binario è però anche propedeutico a un ben più grande progetto, da tempo inseguito da Danesi: il parco da sette binari da 750 metri che potrà essere realizzato solo dopo l’abbattimento del viadotto che collega il terminal all'autostrada.

“Lo avremo entro il 2023” spiega Danesi rassicurato sulle date da RFI. Il nuovo bypass per i camion dovrà essere realizzato tenendo conto della batteria di binari che “aumenterà ulteriormente la nostra operatività”. Quando anche questa opera sarà pronta, Genova potrà competere con gli altri scali “guardando finalmente anche a Nord” dice Danesi.

I convogli da 750 metri sono necessari per attirare “più traffico dal Nord Europa. Sono i nostri mercati, quelli del sistema portuale della Liguria e noi saremo pronti. Ci presenteremo con tutte le carte in regola e potremo competere con il Northern Range. Anzi: quando il grande hub sarà realizzato, diventeremo l’operatore con il più grande terminal ferroviario di banchina di Italia e tra i maggiori in Europa. Nel Nord utilizzano le chiatte, noi potremo sfruttare il treno”.

Danesi è ottimista sui tempi di realizzazione, ed è convinto che con queste due mosse nel giro di tre anni, il terminal Psa di Prà potrà diventare “leader nel Mediterraneo”.

Foto 2 di Fond primavera - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=48381748

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