Nei giorni scorsi abbiamo visto come il Museo Nazionale di Pietrarsa abbia incrementato notevolmente il numero dei suoi visitatori, facendo segnare il record di presenze nel 2019.

Oltre 200.000 persone hanno potuto attraversare i padiglioni e ammirare le storiche macchine presenti al loro interno, osservando veramente da vicino la storia delle Ferrovie dello Stato.

Un successo tutto di Fondazione FS Italiane per un Museo che, fino a qualche anno fa, non era riduttivo definire “fantasma”.

Una delle ultime volte che abbiamo avuto modo di passeggiare tra i padiglioni, prima della costituzione della Fondazione, è stato nel 1999. Ad accoglierci c’era personale scoraggiato per una struttura in parte fatiscente e mezzi coperti di polvere spesso abbandonati all’ingiuria della salsedine.

Come se tutto questo non fosse sufficiente, raggiungere il Museo si era rivelata un’impresa titanica, tra pochi autobus e ancora meno treni che facevano sosta nella vicina fermata di San Giorgio a Cremano, tutti peraltro rigorosamente lontani da ogni coincidenza con i convogli veloci provenienti dal resto d’Italia.

Diciamolo chiaramente, era una situazione desolante, per una struttura che sembrava sempre a rischio chiusura e rispetto alla quale era persino difficile sapere orari di apertura e costo del biglietto.

Oggi, invece, c’è una sezione dedicata sul web con tutte le informazioni, i padiglioni sono stati oggetto di lavori in alcuni casi anche importanti e con essi anche i mezzi esposti. Visitando il Museo non si ha più quella sensazione di abbandono e di scoramento, al contrario si respira fermento e innovazione.

Il tutto è motivato dalla nuove veste dell’impianto che è al contempo Museo ma anche sfondo per eventi periodici o saltuari che lo arricchiscono e lo avvicinano al grande pubblico. Certo, da appassionati del settore anche noi preferiremmo tenere distanti l’aspetto culturale da quello “mondano”, ma è ovvio che un loro accostamento è il solo modo per far sì che il “prodotto” sia vendibile e diventi alla portata di tutti, come ogni museo dovrebbe essere.

In tal senso, dunque, ben vengano i mercatini di Natale così come le sfilate di moda, se servono a portare fondi per sostenere la struttura stessa e i treni storici in generale. Ben vengano soprattutto se a corredo c’è un sistema di convogli speciali che portano in loco i visitatori, uscendo loro stessi dai musei ferroviari.
Ben vengano perché, senza ipocrisia, Dio solo sa quanto abbia bisogno di turismo e di “presenza” il territorio dove sorge il Museo di Pietrarsa.

Il merito di questo successo è senza dubbio di Fondazione FS Italiane, una struttura che è partita in sordina commettendo anche con qualche errore, ma che sta trovando la giusta dimensione dopo alcuni anni di normale “avviamento”.

Siamo chiari, molto è stato fatto e ancora molto c’è da fare, a Pietrarsa come per tantissime altre realtà (Binato Breda, ETR 401, ecc…), ma la via intrapresa è sotto gli occhi di tutti ed è senza alcun dubbio quella giusta.

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